“Bulagna, L’Italia a son anca me!”

“L’italia sono anch’io” è un nuovo grande treno che passa anche da Bologna, una campagna per i diritti di cittadinanza fatta di volti, di nomi, di idee, di storie, di valigie, di voci e di colori che avrà un nuovo binario sul quale sostare: Piazza Maggiore il 16 Dicembre 2011 . Un treno che cerca di ribaltare sulle soglie del Natale i principi sui quali è basato il diritto di cittadinanza in Italia. Due nuove proposte di legge si fanno largo in una Italia sempre più multiculturale, sempre meno bianca e sempre più nera, più gialla, più  bruna, più rossa. La prima: propone nuove norme sulla cittadinanza.

La seconda invece: nuove norme sulla partecipazione e il diritto di voto.

Una nuova battaglia per gli stranieri che vivono regolarmente in Italia che rivendicano una uguaglianza che recitano con le parole della nostra carta costituzionale. Rivendicano dei diritti che non saprebbero esprimere meglio se non attraverso l’art. 3 della Costituzione: uguaglianza e pari dignità sociale, senza distinzioni. Impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il raggiungimento. Ad urlare questa voglia di appartenenza vera,di ius soli, sono i bambini di ogni età nati in Italia e ragazzi e ragazze che ci hanno sempre vissuto ma che sono nati da genitori che non hanno la cittadinanza italiana. E poi ancora ci sono i lavoratori,o meglio, i contribuenti, con i loro contributi fiscali e il loro concorrere al “progresso morale e spirituale della società”. Bene, si sono loro che oggi chiedono di essere ascoltati e dicono ad alta voce: Hey, Gente! “L’italia siamo anche noi!”  Lo chiedono oggi, nell’anno del nostro 150° compleanno, e suona quanto mai attuale e singolare la massima : “Fatta l’Italia ora bisogna fare gli italiani”. Singolare, certo, e pure controversa, in un paese come il nostro in cui gli italiani non si sono mai del tutto “fatti” e non se ne vorrebbero neppure di nuovi.

… “bisogna fare gli Italiani” chissà cosa intendeva D’Azeglio (o Cavour!) con questo nuovo e arduo compito. Forse oggi, come allora, significa cercare più il senso “risorgimentale” di quella frase, la ricerca nonché il consapevole raggiungimento di un’unica identità, un’unica idea, un unico ideale:  l’Italia. Cercare di amare questo suolo affinché non sia soltanto una “posizione geografica” ma una posizione di vita. Nascere, crescere, parlare, vivere, studiare, comunicare grazie ad un’unica lingua nello stesso Stato, “divenire eguali significa divenire cittadini”, partire da un dato di fatto per arrivare ad uno di diritto.

Insomma un bella scelta che accenderebbe le diverse anime del Parlamento italiano, diviso tra chi nella parola straniero non vede numeri, ma volti, identità, anime, energia vitale per il paese e chi dall’altro ne ha una visione completamente opposta e sottolinea come le aspettative dei migranti stiano crescendo sempre di più. Alcuni sottolineano il fatto che si tratti di una sfida molto rischiosa perché la stessa dialettica di “cittadino” e “straniero” verrebbe alterata da una pressione che indebolisce il senso di appartenenza e di identità collettiva e mette in crisi le strutture tradizionali dello Stato di diritto. Le due facce di una stessa medaglia che ora tocca lanciare per scegliere i futuri colori della nostra Italia.

Venerdì 16 potremmo fare un salto in Piazza Maggiore, dalle 10.00 alle 18.00, la giornata sarà interamente dedicata ad incontri, testimonianze e approfondimenti sulle proposte di legge, con banchetti informativi predisposti per la raccolta firme. Ci sarà la Bologna che vive a stretto contatto con la realtà dei migranti e che la sostiene da vicino ogni giorno. Per scoprire i volti di questa campagna, capirne bisogni e necessità, per incontrarsi, per conoscersi, per appartenersi, in ogni caso, sempre.

Per saperne di più: www.litaliasonoanchio.it

Sara Spartà

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