Lettera a Babbo Natale

di Beniamino Piscopo

Caro Babbo Natale

Mi chiamo Beniamino ( è vero, non ti dico bugie, poi non se ne dicono a Babbo Natale), ho sette anni, abito a Pagani e frequento la seconda elementare, perciò (non per mettere subito le mani avanti) non ti arrabbiare se qua e là troverai qualche errore di ortografia o cose del genere. In fondo sono ancora un bambino di periferia e voglio che tu sappia che se ti arrabbierai con me, poi mio cugino ( che ormai è un ragazzone corpulento e malintenzionato) te la farà pagare! Ovunque tu sia!!!

Detto questo, caro Babbo Natale, mi rendo conto che la mia lista dei desideri è piuttosto impegnativa, quindi non ti chiederò di accontentarmi subito ma, diciamo, nell’arco dei prossimi venticinque anni. Mi sembra un buon compromesso.

Ecco cosa vorrei ( non ho detto “voglio” perché pretendere è maleducazione) tu facessi per me nei prossimi anni.

Dunque, da molto tempo, sono un tifoso della Juve, che secondo me ha i giocatori più bravi bravissimi del mondo, ma tipo che sanno fare tante di quelle cose e che le sanno fare tutte insieme che se vedi una loro partita provi infinite emozioni ( esempio: brividogioiacommozioneilaritàsgomentomagone ) ma al prezzo di una. Quindi tutto sommato sono anche convenienti.

Vorrei un giorno, poter andare allo stadio con Federico, che lui è un brutto lercio interista che non si lava le orecchie ( come tutti gli interisti), a vedere l’Inter e la Juve che si giocano la partita più importante del campionato, di quelle che chi la vince poi vince lo scudetto. Il problema è che se lo chiedo a casa, la mamma fa il muso lungo e mi dice di no, che è pericoloso, che non si può, che c’è tanta polizia, e che allo stadio succedono tante cose brutte. Io però vorrei tanto andarci ecco, e magari vedere Del Piero, che è il più grande di tutti, segnare il gol decisivo all’ultimo minuto, con una di quelle punizioni che sa tirare solo lui. Cosi posso prendere in giro Fede per tutta l’estate.

Ma io, caro Babbo Natale, non capisco e forse tu puoi aiutarmi. Perché quando si va allo stadio, sono tutti cosi seri? E ci sono i recinti e le gabbie come allo zoo, che a me lo zoo mette pure tristezza?

Perché ci sono tanti carabinieri e poliziotti con i caschi, gli scudi e i manganelli che fanno tanta paura? Io al cinema con Fede ci posso andare, e nessuno ci perquisisce e non ci sono gabbie. Perché allo stadio è diverso?

Eppure vedere una partita è una cosa bella, ci si diverte tantissimo, si ride a crepapelle e a volte si piange anche. Quando Nedved ha smesso di giocare ad esempio io l’ho fatto ( ma questo resta tra me e te, ok Babbo? ).

La mamma ha provato a spiegarmelo, mi ha detto che c’è gente che allo stadio non va per la partita ma per fare altro. Mi ha anche detto che quando la Juve ha vinto la Cempions lig ( credo sia inglese e non so come si scrive) i tifosi avversari hanno aggredito quelli juventini, che spaventati hanno provato a scappare, ma proprio a causa delle gabbie, sono rimasti imbottigliati. E ad un certo punto, quella parte dello stadio è crollata. Cosi sono morte schiacciate 39 persone e 600 sono rimaste ferite. Sono davvero tante perché non riesco nemmeno a contarle (so contare solo fino a venti io).

Ecco Babbo, mi piacerebbe tanto che allo stadio non ci siano poliziotti e tifosi cattivi, ma solo tifosi buoni. E che il cuore batta perché la tua squadra è in vantaggio e mancano pochi minuti alla fine. Non perché ci sono i cattivi che tentano di fare del male alle altre persone.

Vorrei che la partita fosse una festa, con tanti bambini come me e Fede. Cosi la mamma ci lascia andare.

Mi rendo conto, caro Babbo Natale, che la mia non è una richiesta da nulla, ma so che con un po’ di impegno potrai accontentarmi. Io, dal canto mio, cercherò di essere buono, di non fare arrabbiare la mamma e già che ci sono, smetterò di mangiare carne di renna.

Spero lo apprezzerai.

Ti saluto con tanto affetto.

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