Bologna del riciclo

Da \”I Siciliani giovani\” febbraio 2012
di Salvo Ognibene

http://salvatoreognibene.blogspot.it/

 

“Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia… A me è venuta una fantasia, leggendo sui giornali gli scandali di quel governo regionale: gli scienziati dicono che la linea della palma, cioè il clima che è propizio alla vegetazione della palma, viene su, verso il nord, di cinquecento metri, mi pare, ogni anno… La linea della palma… Io invece dico: la linea del caffè ristretto, del caffè concentrato… E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già, oltre Roma… “.
Così scriveva Leonardo Sciascia durante il 1961 nel “Il giorno della civetta”.

 

A Bologna non si spara ma si ricicla tanto anche se per molti, ancora, la mafia è un problema degli altri. Niente “coppola e lupara” ma tanti soldi, una barca di soldi da “pulire” e da investire.
Pochi ne parlano, ma la mafia qui è arrivata ormai da cinquant’anni, con la legge sul soggiorno obbligato.
Giusto nelle settimane scorse il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri, aveva parlato di una situazione regionale assolutamente sotto controllo e “sana”. “Non abbiamo di questi problemi. Le infiltrazioni mafiose o il pericolo mafia non sono all’ordine del giorno. E non ci sono mai state, finora, perché non abbiamo mai avuto di questi problemi”.
La verità è che le attività svolte dalle mafie a Bologna sono le stesse di quelle svolte a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Attività evolute nel tempo, adattate alla realtà sociale, fonte di ingenti guadagni. Dal traffico di armi alla droga, gli appalti, le bische, il giro della prostituzione, il “pizzo” che qui a Bologna si chiama “imposizione dei propri prodotti”. E vogliamo parlare del fenomeno dei “compro oro”, proliferati come i funghi? Sono più di quaranta. Abbiamo assistito alla chiusura di ristoranti e pizzerie, di negozi in pieno centro, addirittura nella scorsa primavera sono stati messi i sigilli antimafia alla famosa pizzeria “Regina Margherita”, sottoposta a sequestro preventivo su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

 

Ventidue tra aziende e beni immobili confiscati, latitanti arrestati, ‘ndranghetisti, casalesi, Cosa nostra e mafie straniere. Ma a Bologna si parla ancora di “infiltrazione” e non di radicamento.

 

In questo quadro generale il Comune lavora ad un osservatorio per la legalità e ci si appresta all’apertura di una sezione della Direzione Investigativa Antimafia.
Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il Pg di Bologna Ledonne ha lanciato l’allarme: “La criminalità organizzata in Emilia Romagna continua a far affari e vive una delle situazioni ideali: la pax mafiosa”.

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