Caro amico ti scrivo

Caro amico ti scrivo,
e siccome sei molto lontano
più forte ti scriverò …
 
Sento le rondini stridere forte e la tua voce fischiare … oggi è primavera. Il sole ha riscaldato queste giornate di ricordi e di sogni.  Bologna è inondata di persone in lunghe file immense e colorate che disegnano infiniti pensieri silenti e profondi sopra il cielo tenue e gentile di Piazza Grande. Sopra le tegole rosse si intrecciano le nostre storie alle tue note, le nostre speranze alle tue parole, la nostra vita al tuo mare e alla tua voce. Ci si muove a piccoli passi in questa lunga catena.. che scioglie il sangue dint’e vene, sai. Un ragazzo fa poggiare la nonna al suo braccio e l’accompagna, due anziani si baciano e poi si stringono forte, un signore è seduto solo ad un tavolo del bar, guarda la piazza poi inizia a singhiozzare, come un bambino. Cosa è? Cosa  è tutta questa magia.. questo calore che percepisci in ogni sguardo.. che ci tiene stretti e vicini in questo posto, che ci pietrifica e ci toglie le parole? Da dove viene ogni tanto questo strano dolore … All’improvviso comincio a cantare, in silenzio, dentro di me.. a cavalcare le tue parole con i miei ricordi, il giradischi di casa, mia madre che intona Le Rondini  e mio padre che in macchina rimette in continuazione Attenti al lupo perché a sei anni era la mia canzone preferita … io che la urlo in giro per casa rincorrendo le mie sorelle. Ecco, ora mi spiego tutto questo calore e queste lacrime nelle quali si può affogare, Lucio.. si può affogare. Da quando vivo qui, nella tua città non mi era mai successo di vederla così, così bella. Viva. La gente parla senza essere interrogata, ha voglia di ricordare, di spiegare a chi non sa, di raccontarti attraverso i loro occhi. Si stringe nelle spalle, seduta per terra conta le nuvole poi abbassa lo sguardo, i padri stringono le manine dei propri bimbi come a voler raccontare la loro intera vita in quell’intima unione. C’è chi conta le proprie rughe sulle vetrate dei posti che odorano ancora del caffè che avevi offerto tu. C’è chi si stringe in pochi stracci sudici e si accarezza il volto ripensando al proprio bisogno di carezze che tu solo sapevi cantare. C’è poesia e uno strano patto celato in fondo al cuore di tutti, riviverti ancora e rivivere pezzi di vita vissuta grazie a te. Sai, dicono che Bologna non si riuniva così da più di vent’anni, si percepisce nell’aria … vecchi amici si danno pacche sulle spalle, gli occhi lucidi, forse il rimorso di aver perso qualcosa lungo la strada. C’è intensità, profondità vera.. è talmente tanta che questa Piazza non riesce a contenerla tutta … percorre i fili delle radio,vola sopra i tetti delle città, incontra espressioni dialettali, si mescola con l’odore del caffè, si ferma sul naso dei vecchi mentre leggono il giornale e con la polvere dei sogni vola … al fresco delle stelle e anche più in là.
Sei il cuore di questa città che oggi te lo ricambia, sei nel cuore dei tanti che hanno percorso l’Italia e non solo per venire a salutarti, ad abbracciarti, ad ammirare il luogo che ti ha cullato e ispirato. Da Catania, Napoli, Firenze, Manfredonia sono qui tutti i tuoi più cari amici, tutti.
Tutti venuti a capire insomma che cos’è l’amore, dov’è che si prende dov’è che si dà.
Grazie per questo.
 
Bologna 4 Marzo 2012
Piazza Maggiore

Sara Spartà

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