“Per dare futuro bisogna saper mantenere un presente”

La libreria delle donne di Bologna e la lungimiranza di chi ancora crede nella parola domani

 

 

 

 

 

di Laura Pergolizzi

Alessandra Casarini, Rita Borgioli e Licia Pansini…mentre mi parlano, ho la sensazione che emettano un’unica melodia.
Fanno parte di “Alta Marea”, l’associazione no profit che fondò nel 1996 la Libreria delle donne di Bologna in Via Avesella. E lì che iniziarono con  l’attività di volontariato, spinte dalle necessità di colmare quel vuoto che nel 1994 aveva lasciato nella città di Bologna la chiusura della “ Librellula”di Strada Maggiore.
Senza farsi spaventare dai cambiamenti, né dagli spostamenti, (la libreria oggi si trova in Via San Felice 16/a) oggi le tre donne sono qui a raccontarmi il loro percorso coerente e costante all’interno della libreria ed i loro progetti.
Ultimo tra questi una campagna di azionariato diffuso chiamata “ Un’ assunzione Collettiva”. Grazie alle quote versate dai partecipanti al progetto (100 euro all’anno per 4 anni) una giovane donna potrà essere regolarmente assunta all’interno della libreria per la durata di quattro anni.

Vi occupate di questo settore dal 1996, cos’è cambiato da allora nel vostro modo di collaborare?

Nel tempo sono cambiate molte cose, com’è normale. Il gruppo iniziale è mutato, chi ha dovuto abbandonare, chi invece è arrivato in corso d’opera. Fortunatamente lo spirito non è mai cambiato, né il nostro né quello di chi ci ha sostenute in questi anni.

E i clienti che frequentano la libreria?Loro come sono “cambiati” nel tempo?

La risposta è contraddittoria. Gli uomini, ad esempio, entravano qui con un atteggiamento curioso. Capitava che qualcuno di loro si affacciasse alla porta chiedendo “ posso entrare?”, con un sorrisetto ironico. Oggi non è così. Chi entra vuole confrontarsi con noi, chiedere consigli, condividere esperienze ed acquistare un buon libro.
Le donne…anche loro sono cambiate. Pur inconsapevolmente le ragazze oggi vivono la conquista della libertà ottenuta dalle donne che le hanno precedute. Sono lo specchio di una conquista sociale.

Per questa conquista sociale potremmo attribuire qualche merito alle istituzioni?

Gli uomini all’interno delle istituzioni, dall’Università ai partiti politici, sono all’opposto sordi al cambiamento, insieme ad alcune donne, per fortuna non tutte, ormai rassegnate a certe logiche. Questo è un nodo difficile da sciogliere.

A Bologna c’è una forte presenza di librerie soprattutto nel centro storico. Qual è l’elisir di lunga vita di questa libreria?

Non abbiamo nessuna strategia di marketing. Il nostro obiettivo è la condivisione, il dialogo. Quello che stiamo facendo in questo momento noi due.
Il libro è il medium, la pubblicità è il nostro corpo che va in giro dalla testa al cuore, attraverso iniziative, incontri, progetti.

Progetti come quello dell’assunzione collettiva, giusto?

Si. L’assunzione collettiva è stata linfa vitale per noi. Abbiamo raggiunto le 133 sottoscrizioni, un ottimo traguardo. Ne mancano ancora 17.
Ci sentiamo soddisfatte non solo per le sottoscrizioni in sé, ma soprattutto per il fatto che queste provengono un po’ da tutte le parti. Ci siamo sentite condivise dalle persone che singolarmente, oppure in gruppi spontanei o associazioni  non hanno esitato a sostenerci.
Quando nasce un bel progetto poi, accadono sempre cose inaspettate. Quando la notizia dell’assunzione collettiva” ha fatto il giro della città, 11 giovani ragazze si sono presentate qui spontaneamente  per   conoscere la nostra realtà. Oggi collaborano con noi, al di la del progetto. Questo è straordinario.

Che caratteristiche dovrebbe avere la ragazza ideale per l’assunzione?

E’ una domanda un po’ difficile. Amare i libri, la scrittura delle donne, certamente. E poi avere la voglia di lavorare in gruppo e senza gerarchie,. Così noi lavoriamo da sempre.

L’assunzione durerà per quattro anni, e poi?

Funzionerà così: in questi quattro anni metteremo a sua disposizione tutti i nostri strumenti per imparare il mestiere della libraia. Sottolineo la parola mestiere perché oggi si tende ad appiattire questa professione. I ragazzi che vengono assunti nelle grandi librerie spesso subiscono la logica dei contratti brevi. Imparano poco ed in fretta. Non riescono, perché non ne hanno la possibilità, neppure a consigliare un testo. Ciò avviene perché non viene dato giusto spazio alla formazione.
Tra quattro anni invece noi crediamo che la ragazza riuscirà a gestire la situazione e mettere in pratica ciò che ha imparato dalla nostra esperienza. E non sarà da sola perché noi continueremo comunque a lavorare qui con lei. Per dare futuro bisogna saper mantenere un presente.

Per approfondimenti:

http://libreriadonnebo.wordpress.com/

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