RETE LENFORD

RETE LENFORD – Dialogando con l’avv. Giovanni Genova

 

Di Giulia Silvestri

Sono entrata per la prima volta in uno studio legale e sono stata accolta da quello che forse sarà il mio futuro: un ragazzo, un praticante avvocato. Sono qui per parlare con l’avvocato Giovanni Genova e farmi raccontare dalla sua voce, dalla voce di una persona all’interno dell’associazione, cos’è Rete Lenford. Non avevo mai intervistato nessuno, quindi avevo un po’ di timore, ma alla mia semplice domanda sul quando ed il perché è nata Rete Lenford, l’avvocato ha cominciato a raccontare e non si è più fermato.

Nel dicembre del 2007 gli avvocati Ricci, Bilotta e Rotelli hanno deciso di creare un’associazione che si occupasse di diritti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali cioè ermafroditi).

Possono aderire all’associazione solo avvocati e praticanti avvocati, mentre fanno parte della rete anche altri professionisti che forniscono consulenze sia in materia giuridica che in materie sociali.

Fare pare della Rete, non è un lavoro, quindi gli avvocati vengono pagati solo se offrono assistenza legale (applicando l’onorario minimo), ma nel caso in cui le persone non siano in grado di pagare, lavorano a patrocinio gratuito. La rete è diffusa su tutto il territorio nazionale; tra soci ed aderenti vi fanno parte 90 persone.

Per quanto riguarda Bologna, gli avvocati presenti sul territorio che fanno parte dell’associazione sono solo 3, di cui uno è appunto Giovanni Genova, ma qui le realtà sono tante: c’è il MIT (Movimento Italiano Transessuali) che gestisce alcuni consultori dell’AUSL che forniscono sostegno psicologico; c’è anche Il Cassero, che ha collaborato, e collabora, con Rete Lenford, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto scientifico e divulgativo dei diritti di persone LGBTI, grazie, ad esempio, all’organizzazione di convegni.

Rete Lenford è nata con tre principali scopi:

  • l’approfondimento scientifico sui temi dei diritti civili di persone LGBTI sia per quanto riguarda l’ambito italiano che per quanto riguarda quello europeo, tramite lo studio e l’aggiornamento di sentenze ed articoli della dottrina. A Bergamo si trova il Centro studi Lenford, che è il più importante a livello europeo, in cui si trova un’enorme quantità di documentazione giuridica sull’orientamento sessuale e l’identità di genere (orientamento sessuale: attrazione affettiva o sessuale di una persona verso individui dello stesso sesso o di sesso diverso; identità di genere: differenza fra il genere sessuale percepito ed il genere dei propri caratteri sessuali).
  • la divulgazione di queste informazioni a livello giuridico nazionale, per formare gli avvocati su questi temi
  • la garanzia di assistenza o consulenza legale a persone LGBTI.

Un’iniziativa a cui gli avvocati di Rete Lenford hanno preso parte, insieme all’associazione Certi Diritti, è l’affermazione civile per il diritto al matrimonio. Infatti, sono stati portati davanti alla Corte Costituzionale più di 20 ricorsi, grazie a quattro autorità giudiziarie che hanno sollevato questione d’incostituzionalità delle norme del Codice Civile nella parte in cui non prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La sentenza della Corte di Costituzionale 138/2010 sancisce che non c’è diritto a contrarre matrimonio, ma esiste il diritto fondamentale al riconoscimento, per coppie dello stesso sesso, di vivere liberamente la propria condizione di coppia omosessuale e di ottenere un riconoscimento giuridico da parte dello Stato. La Corte sancisce anche che è il Parlamento che deve elaborare una legge che si occupi di questa materia. Se il Parlamento non legifererà sull’argomento, la Corte stessa si occuperà di sopperire a questa lesione dei diritti delle coppie omosessuali, riconoscendo loro diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate, ma maggiori di quelli riconosciuti alle coppie conviventi eterosessuali(questo perché se la coppia eterosessuale convive, è sua la scelta di non sposarsi).

Grazie a questa sentenza gli altri tribunali possono interpretare le norme seguendo l’orientamento della Consulta. Questo è ciò che ha fatto recentemente la Cassazione con la sentenza 4184/2012, in cui, per le coppie omosessuali, parla di diritto ad essere considerate una famiglia (poco prima si era pronunciato il Tribunale di Reggio Emilia riconoscendo il diritto al ricongiungimento familiare per le persone che si sono sposate o unite all’estero).

Proprio su queste due sentenze, con cui si sono fatti passi avanti nel tema dei diritti civili di persone LGBTI, è in programma a Bologna, l’8 Giugno, a Palazzo d’Accursio, un convegno informativo.

L’art 3 della Costituzione parla di uguaglianza e il 2° comma dice che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che la limitano. L’anno scorso il Parlamento italiano non è riuscito nemmeno ad approvare una legge contro l’omofobia; si passò a parlare dai PACS (diritti per la coppia) ai DICO (diritti per i singoli all’interno della coppia), senza mai concedere diritti che, ad una parte della popolazione, sono già concessi.

Qui non si tratta di opinioni, di contro o a favore, qui si tratta di diritti civili, da garantire a tutti allo stesso modo.

Consulta il sito www.retelenford.it

Scarica il numero di giugno “Diritti civili Bologna Pride 2012″

Lascia un Commento