Chitarre di troppo in Piazza Puntoni, scattano sanzioni per 800 euro

di Sara Spartà

Bologna – Sabato sera stonato per le vie del quartiere universitario in Piazza Puntoni.  Una ventina di ragazzi seduti in cerchio cantano accompagnati da due chitarre, niente schiamazzi, niente urla, niente spinelli, niente bottiglie. Si canta per passare la serata, in tranquillità. Ma a quanto pare anche questo disturba in questa calda estate bolognese appena cominciata.

I ragazzi raccontano : “Era da poco passata la mezzanotte quando circa quindici poliziotti in tuta antisommossa, cinque vigili urbani e una donna in borghese praticamente ci accerchiano chiudendo le “possibili vie di fuga”, via Zamboni da un alto e via delle Belle Arti dall’altro. Poi si avvicinano per chiedere le carte d’identità ai due ragazzi che avevano le chitarre. Senza dire una parola, senza darci nessun tipo di spiegazione, senza considerarci in alcun modo”.

I vigili urbani hanno proceduto a fare due verbali di 400 euro ciascuno. Per un totale di 800 euro di sanzione amministrativa a due studenti universitari. Questo secondo un’ordinanza che prevede un divieto assoluto tra le 22 e le 9 di fare uso senza autorizzazione di strumenti musicali rumorosi, con sanzioni che vanno dai 300 ai 500 euro, entrata in vigore dal 1° Marzo scorso.

“Noi abbiamo cercato di parlare con loro – proseguono – di chiedere spiegazioni su quello che stava succedendo, visto che ci sembrava una situazione paradossale. Abbiamo chiesto in tutti i modi di  non fare nessun tipo di verbale perché eravamo disponibili ad alzarci e tornarcene a casa, non avevamo voglia di fare storie. Non ci hanno neppure considerati, ascoltati, niente. Imperterriti hanno continuato a scrivere. Assurdo! Assurda questa storia e assurdo il modo in cui si sono comportati, accerchiandoci come se avessi fatto chissà cosa, secondo una modalità che di certo è stata del tutto spropositata rispetto alla situazione. Spropositata rispetto alla nostra disponibilità. Se volevano dare un segnale per dirci che le regole vanno rispettate potevano farlo anche con una sanzione non con due, visto che noi non lavoriamo siamo solo studenti. Come dobbiamo pagarle?” I ragazzi tengono a precisare che erano quasi tutti studenti assegnatari di borse di studio che vivono allo studentato Irnerio a due passi da via Puntoni.

“I poliziotti  hanno avuto un atteggiamento ostile, sono arrivati a spingere un ragazzo. Uno di loro ci ha consigliato vivamente di andarcene a casa, perché di li a poco sarebbe arrivata una pattuglia e che ci avrebbe schedati tutti e portati in questura. <<Vi consiglio di andarvene>> Ci ha detto proprio.”

Insomma, nessuna mediazione si è cercata e nessun tipo di comprensione verso il caso in questione. Questa è la cosa che lascia sbigottiti i ragazzi, che non dimenticano di sottolineare come poco efficaci siano nel complesso tutte le ordinanze che sono state emanate. In via Petroni e soprattutto in Piazza Verdi davanti al Teatro Comunale, il degrado regna sovrano. Punkabestia a tutte le ore del giorno e delle notte, che collassati dal caldo o dall’alcool stanno stesi sotto ai portici. E ogni giorno lo scenario non cambia, nessuno, a quanto pare ,vuole cambiarlo questo scenario. Imbrattano e sporcano e con i loro cani regalano al portico del teatro una puzza di piscio permanente mista a luppolo andato a male. Bologna è e resta la città permissiva  tollerante che tutti conosciamo, che cerca di integrare le diverse culture che convivono in questo luogo, anche se oggi non si riesce a trovare il discrimine tra le due facce di una stessa medaglia. Libertà contro vivibilità. Passeggiare per via Zamboni significa ormai contrattare col pakistano di turno che ti deve vendere accendini, vibratori, calzini, il ladruncolo che ti vuole rifilare l’ultima bici che ha appena rubato, chi ti deve convincere che la sua erba è la più buona, l’hashisc o la cocaina. Insomma storie di ordinaria quotidianità che rischiano di ribaltare le regole del vivere civile.

Una situazione che non viene tollerata dai residenti della zona, dalle famiglie in particolar modo,  che ogni mattina aprendo la porta di casa non sapranno mai che cosa o chi troveranno dormire davanti la loro porta. Con possibili bambini al seguito da portare a scuola la mattina presto e che dovranno sorbirsi lo spettacolo.

Insomma più controlli, più serietà, più bilanciamento riguardo a situazioni e trasgressioni.

Per ora quello che resta immutata è una situazione poco vivibile e i verbali da 800 euro da pagare, speriamo solo che in tutto questo ai ragazzi resti la voglia di cantare.

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