Soluzioni contro lo “scontro” piazza Verdi

Di Federico Ticchi

“Il degrado. Studenti che suonano cantano e urlano. Residenti che non riescono a dormire. Piazza Verdi è un porcile. Gli studenti sono solo dei nullafacenti che rovinano la nostra città ed impediscono a noi cittadini di riposarci e di vivere tranquillamente. I residenti sono solo dei vecchi appassiti rompiballe. Bologna non è un ospizio. Bologna non è un bordello. Gli studenti devono tornare a casa loro a fare casino. “

Annosa questione, quella di Piazza Verdi. A dire il vero, un po’ tutto il centro storico bolognese è sotto accusa, ma sicuramente l’arteria Piazza Verdi, via Zamboni, via Petroni rappresenta l’imputato principale.

Si è raggiunto il culmine la settimana scorsa, quando i Vigili Urbani, accompagnati da una squadra antisommossa hanno appioppato a due studenti chitarristi una sanzione amministrativa di 400 euro ciascuno, in ossequio all’ordinanza comunale che vieta categoricamente, dalle 22 alle 9, l’uso di strumenti musicali rumorosi, con una pena che parte dai 300 euro e può arrivare a 500 euro (vedi l’articolo della collega Sara Spartà).

C’è chi dice che la pena sia spropositata, che 400 euro siano troppi per degli studenti. Chi invece pensa che finalmente questa azione fungerà da deterrente, che adesso i giovani ci penseranno due volte prima di decidere di fare baldoria e rubare sonno ai residenti.

Ormai è un vero e proprio scontro. Nessuna delle due parti, giovani/studenti da un lato, residenti/cittadini dall’altro, si fermano ad ascoltare le ragioni dell’altro. Sembra che l’unica via sia quella che determini la soccombenza di una parte a favore dell’altra.

Ma noi non la pensiamo così. Noi di DIECI e VENTICINQUE pensiamo che l’unica soluzione sia quella della ragione, del dibattito, dello scontro inteso come confronto delle diverse opinioni, ragioni ed interessi, e non guerra fra due fazioni nemiche. Bologna è una grande città, che nel tempo ha saputo accogliere migliaia di studenti da tutto il mondo, dove l’integrazione studenti-cittadinanza è stata possibile ed anzi molti ex-studenti ex fuorisede hanno deciso di fermarsi qui per intraprendere la loro carriera lavorativa. Negli ultimi anni si è un po’ arenata, seguendo la moda dell’egoismo ed individualismo che antepone il singolo e i suoi interessi alla comunità. Ma ora sta cercando di risollevarsi. E sta a noi batterci per fare della nostra città un luogo vivibile ed accessibile a tutti. Dove non ci sia una parte soccombente ed un’altra vincente, ma dove tutti siano completi, tranquilli e rilassati.

Per questo invitiamo Voi, nostri lettori e non,bolognesi (inteso nel termine più ampio) e non, ad indicarci quali potrebbero essere le soluzioni per calmare gli animi e giungere ad un accordo. Anche le trovate che possono sembrare più semplici e stupide, in realtà potrebbero essere innovative e intelligenti.

Scriveteci a redazione@diecieventicinque.it

Intanto sabato sera ci sarà, non a caso, in Piazza Puntoni un flash-mob “pro movida” dalle 20 alle 21.50. “Sarà il nostro canto libero”. Qui l’evento su Facebook


Comments are closed.