Amarcord Marcella Di Folco

Scarica il numero di Giugno “Diritti civili, Bologna Pride 2012″

di Beniamino Piscopo

Il gay pride 2012 sarà dedicato a Marcella Di Folco, attivista, politica e attrice, scomparsa nel 2010. Tutti la ricordano nel ruolo del Principe, nella scena della camera d’albergo con la Gradisca in Amarcord, il capolavoro di Fellini che valse al regista romagnolo il suo quarto oscar. A essere pignoli all’epoca, nel 1974, non si chiamava ancora Marcella, non era nemmeno una donna. Lo diventò sei anni dopo, quando a Casablanca sì sottopose a una riattribuzione chirurgica del sesso.

All’attività cinematografica si sostituì quella di attivista per i diritti civili. Tra le fondatrici del movimento italiani transessuali, di cui poi ne divenne capo, fu soprattutto grazie alle sue battaglie che in Italia si poté arrivare a una prima legge sul riconoscimento del cambiamento di sesso. Fenomeno di cui Marcella in Italia ne è stata pioniera, come in molte altre attività del resto.

E’ stata la prima trans al mondo eletta in consiglio comunale, dove è salita a Bologna con la lista dei Verdi durante la giunta Vitali (dal 1995 al 1999), impegnandosi, durante il suo mandato, per la creazione a Bologna, del primo consultorio sull’identità di genere gestito da trans (oggi struttura dell’Asl).

Il suo impegno come attivista è continuato negli anni, sempre in prima linea, senza risparmiarsi, nonostante la grave malattia che l’ha consumata negli ultimi anni, fino alla sua scomparsa nel 2010, a 67 anni.

Marcella ha lasciato un vuoto enorme nel movimento, che ancora oggi dopo due anni, resta difficile da colmare. In tanti ne rimpiangono la personalità, dalla amica e collega Vladimir Luxuria a Paola Concia a Franco Grillini, fino a figure estranee al mondo dei diritti civili, come l’ex sindaco di Bologna Walter Vitali, che la ricorda come compagna instancabile di mille battaglie e non nasconde l’entusiasmo per la scelta del comune di Bologna, di dedicare una via al Principe di Amarcord.

“ Un modello insostituibile” secondo l’arcigay di Bologna, che quest’anno, quando si è trattato di scegliere il tema del gay pride, ha insistito che si abbandonassero gli abituali padrini e madrine dell’evento, e che il movimento prendesse in considerazione Marcella come la vera patrona spirituale del corteo.

Gesto questo, che va interpretato come un segnale importante, in un anno segnato da delicate polemiche. Si è visto infatti prepotente, il ritorno di segnali di tensione da parte di esponenti del mondo cattolico ( l’invito di alcuni, rivolto ai genitori affinché facciano curare i propri figli omosessuali), oppure dal mondo politico, come le gravi affermazioni di Giovanardi su una presunta malattia che provochi l’omosessualità.

A cementare ancora di più il legame profondo che vi è fra questa manifestazione e Marcella, sarà il punto di partenza scelto per dare il via al corteo. Il gay pride inizierà da porta Saragozza, luogo fortemente simbolico. Tra le mura di quella porta infatti, l’Arcigay ha ottenuto la sua prima sede nel 1982: fu la prima grande battaglia condotta da Marcella nella sua nuova veste di attivista e il primo caso in Italia, di struttura assegnata da un Comune, a una associazione culturale incentrata sui diritti degli omosessuali. Sarà quindi questo, un evento fatto anche di ricordi, che guarderà al passato per trovare le ragioni e gli stimoli del futuro. Un Amarcord appunto, come direbbe al Principe la Gradisca.

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