TeleJato…Junior

Pippo Fava diceva<<A che serve vivere se non si ha il coraggio di lottare?>>

Nel 1999 la piccola emittente di Partinico, TELEJATO, passa alla famiglia Maniaci che proprio con questo spirito ha iniziato a scrivere alcune tra le più importanti pagine del giornalismo siciliano e nazionale. La figura di Pino Maniaci è diventata con il tempo simbolo di una libertà fuori dagli schemi, quella che da fastidio al potere, che esso sia criminale ed oscuro ma anche statale e quindi alla luce del sole. L’esperienza della piccola televisione ha spinto non solo altri giornali ma addirittura le istituzioni prima cittadine e poi, via via, sempre più importanti a rendere conto del loro operato. Insomma Telejato è stata nei suoi primi 13 anni di vita la spina nel fianco di coloro i quali pensavano di lucrare sopra la testa della gente, e il punto di riferimento delle speranze di coloro i quali credono che possa esserci una Sicilia diversa, un’Italia migliore. Con il passaggio al digitale, nel quale molti pseudo-giornalisti vedevano la fine di Pino Maniaci, si è aperta invece una nuova ed intensa avventura: Telejunior, il canale dei giovani giornalisti che sulla scia dell’operato del direttore si spendono per le giuste battaglie, cavalcando il territorio, non fermandosi alle verità che fanno comodo. Tutto questo ha un numero, quello del canale televisivo su cui è trasmesso, il 274, dove non si è semplici porgitori di microfoni, complici delle mezze verità e delle grandi bugie, dove la parola verità vale ancor più di quella di sacrificio. D’altronde il mestiere di giornalista con la G maiuscola deve essere principalmente una missione. Ma perché una missione? Perché un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace invece, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare e le sofferenze, sopraffazioni, le corruzioni e le violenze che non è mai stato capace di combattere, così avrebbe detto Pippo Fava. Questo è quello che a Telejunior si insegna, perché fermarsi alla verità giudiziaria non è sufficiente, la stampa deve, per essere incisiva, andare, denunciare le connivenze, le collusioni ed il malaffare anche quando questo ancora non è reato. Il giornalista deve imporre agli uomini pubblici non solo l’onestà di fondo ma anche la coerenza. La rivoluzione si fa con la gente in piazza, il cambiamento avviene con la matita, e solo la giusta informazione indirizza <<bene>> questa matita. Telejunior è tutto questo ma non solo. La programmazione è fondata sulle inchieste e sugli approfondimenti, sugli speciali e sui programmi di cultura, insomma tutto quello che serve, dai documentari alle interviste, e perfino la presentazione di libri, per affrontare, preparati, le spire del malaffare. Tutto fatto dai giovani, con l’intento di farli diventare, alla maniera di Giancarlo Siani, giornalisti giornalisti, e non impiegati. Questo serve non solo ai giovani, ma a tutti, perché la verità non è proprietà esclusiva di pochi. Infatti tutti con il proprio impegno, finanche con le offerte, possono aderire e partecipare a questo laboratorio dell’artigianato giornalistico. Inoltre, in considerazione della legge che sancisce un percorso per arrivare all’assegnazione del tesserino, l’ordine dei giornalisti riconosce un attestato a coloro i quali partecipano e collaborano con la redazione, per di più uno stage più lungo può portare al versamento dei contributi ed alla possibilità di prendere il <<famigerato>> tesserino. Questa fà rete con <<i siciliani giovani>> di Riccardo Orioles ,<<Radio Siani>> e tutte quelle piccole realtà che nascono sull’onda della ricerca di verità. Del resto già Telejato ha dato la giusta spinta per la nascita di realtà prima impensabili come il tg fatto da due giovanissimi di Trappeto, che viene trasmesso, e dell’associazione la nuova primavera di Sciacca, che si è già avvicinata al progetto telejunior. Ancora le realtà che intenderanno conoscere verranno vagliate per la trasmissione, ed il materiale di maggiore interesse viene inserito in un sito web, strumento considerato il futuro, al fine di superare le barriere geografiche. A telejunior chiunque voglia fare il giornalista deve ricordarsi che il proprio padrone è uno solo: il telespettatore, e che il giornalista è il cane da guardia della democrazia.

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