Sento e scrivo partecipazione

 

Bologna 27-30 novembre. DIECIeVENTICINQUE, un anno dopo (vedi)

 

Di Laura Pergolizzi

 

Oggi A piazza santo Stefano i ragazzi non hanno paura di parlare al microfono. Siedono a terra, alzano le bandiere, stanno tra di loro, sono presenti, cantano. Partecipano all’assemblea aperta dei coordinamenti delle scuole, fissano nuovi appuntamenti: giovedì 22 si rivedranno per costruire altre mobilitazioni. Partecipano. Alcuni di loro sono disinteressati ma sono comunque li seduti come se non fosse concepibile andar via, partecipano anche loro. E le signore curiose si affacciano dai loro attici della Bologna bene, e ascoltano, ed alcune sono infastidite da questa giornata di irregolare frastuono, ma osservano e senza volerlo, partecipano. Domani sul libretto delle giustificazioni autocertificheranno ‘ ho scioperato perche’… la scuola e’ diventata un impresa, gli studenti dei clienti, la scuola ha smesso di desiderare di conoscere i ragazzi, gli insegnanti sono addestratori. Dobbiamo riprenderci i nostri desideri di ricchezza sociale. Questo sento in Piazza Santo Stefano e questo scrivo perché domani non si dica, come spesso avviene, che c’era poca gente, che i numeri sono stati bassi e che nessuno ha partecipato

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