Elezioni Politiche e fuori sede

 

 

Dobbiamo raggiungere 5.000 firme entro venerdì (aiutaci)

In queste ultime settimane, l’agitazione pre-elettorale ha portato alla ribalta una questione che sta registrando una forte risonanza anche a livello europeo: gli studenti italiani temporaneamente all’estero per il progetto Erasmus non potranno votare. Lo sdegno è così forte che la notizia è stata riportata da giornali internazionali e ripresa anche da testate locali. Gli Erasmus hanno fatto indignare quel pezzo di Italia che per anni ha dimostrato di essere sordo alla questione del voto dei “fuori sede”.

Già, chi sono i fuori sede? Chi sono queste persone che studiano o lavorano lontano dal luogo di residenza compiendo sacrifici e spesso lontano dalla famiglia? Gli Erasmus hanno espresso un disagio che i fuori sede vivono da anni e spesso per anni. Ma il risultato, ad oggi, è stato solo un assordante silenzio dei media. Eppure i fuori sede sono quasi un milione e gli erasmus 25mila. L’obiettivo è lo stesso: ottenere la possibilità di esprimere il voto, un diritto sancito dalla stessa costituzione.

Da tempo un piccolo gruppo di giovani fuori sede si batte per questo diritto. Esiste infatti un’associazione, nota come “Iovotofuorisede” (qui)che, dopo anni di sforzi, è riuscita nell’intento di elaborare il testo per un disegno di legge, il DDL 3054 (qui), portato in parlamento dal senatore Pardi a fine 2011 e passato in commissione d’esame al Senato a ottobre 2012. La proposta è stata bloccata per motivi tecnici in quanto si è data precedenza alla legge elettorale. Purtroppo la situazione resta immutata, nelle prossime elezioni si voterà con il Porcellum e si negherà di nuovo il diritto di voto a tutti i fuori sede (in Italia o all’Estero) che non potranno tornare nel paese di residenza.

Ma c’è una scintilla pronta a generare un fuoco: sulla scia della battaglia di “Iovotofuorisede”, si sta mobilitando su internet un gruppo di ragazzi. L’obiettivo è quello di creare una votazione simbolica, parallela all’appuntamento elettorale previsto, che accoglierà la voglia di partecipazione democratica alla vita politica dei cittadini fuori sede.
L’iniziativa si chiama Voglio Votare (clicca qui), attraverso essa sarà possibile esprimere il proprio voto elettronico, saranno organizzati flashmob (qui l evento su Fb), si potrà inaugurare una politica giovanile a-partitica e attiva. Qualcosa che in Italia fatica ad esistere, ma qualcosa di cui si avrebbe bisogno.

L’articolo 48 della Costituzione Italiana recita:
“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
[…]
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.”

La battaglia da perseguire è quella promossa da anni dal movimento “Iovotofuorisede”:
«Vivere fuori sede è una scelta, votare fuori sede è un diritto»

 

Paolo Pagano

#VoglioVotare

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