18 aprile Bologna: “Le parole della giustizia”

 

Dalle intercettazioni al processo breve, dalla prescrizione al concorso esterno, l’autore rifiuta i diffusi luoghi comuni su tali argomenti e spiega, alla luce della sua esperienza di Pm, come la magistratura operi, e come i governi, a prescindere dal loro colore politico, possano rimediare concretamente ai problemi della giustizia italiana. 

Giovedì 18 aprile alle 18:30, nella Sala Armi della Facoltà di Giurisprudenza (via Zamboni 22), Dieci e Venticinque in collaborazione con la Rete Noname organizza la presentazione, ed il relativo dibattito, del libro “Le Parole della Giustizia” di Marco Imperato, pubblico ministero da anni impegnato in incontri pubblici per la diffusione della legalità . Interverranno all’incontro l’autore, il docente ordinario di procedura penale Renzo Orlandi, Silvia Rigo dell’associazione No name Antimafia in Movimento, e Valeria Grimaldi redattrice della testata organizzatrice dell’evento.

La legalità non è un argomento di destra o di sinistra, ma dovrebbe far parte del bagaglio culturale di tutti i cittadini, e soprattutto di coloro che hanno responsabilità pubbliche. Purtroppo, per quanto se ne senta parlare quotidianamente, molti di noi non conoscono i meccanismi della giustizia. In questo libro il magistrato Marco Imperato parte dalle notizie di cronaca per spiegare come funziona la macchina della giustizia in Italia e rendere più chiaro il lessico giudiziario. “Il vero cambiamento, la vera rivoluzione della legalità, può affermarsi solo quando ciascuno di noi comprenderà che la legalità è possibile qui e ora, a cominciare dalle nostre scelte e dai nostri comportamenti quotidiani”. Prefazione di Armando Spataro.

L’intento è quello di un confronto aperto, soprattutto con i giovani, su quelli che negli ultimi anni sono stati gli argomenti più discussi a livello politico-mediatico (intercettazioni, processo breve, prescrizione e molto altro), per riportarli alla loro dimensione giuridica e nelle mani dei cittadini, quali strumenti di maggiore consapevolezza per una vita democratica migliore.

 

Con preghiera di diffusione.

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Per maggiori informazioni scrivere a : redazione@diecieventicinque.it

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