Università: ponte tra mondo dello studio e mondo del lavoro?

giovani e lavoro

Da Dolori post-lauream”, il nostro nuovo mensile

di Giulia Silvestri

Dopo cinque o più anni all’interno delle mura universitarie, usufruendo dei servizi, buoni o meno, che la stessa università offre, a tasse più o meno alte a seconda della facoltà prescelta, gli studenti vengono catapultati nel mondo del lavoro, o della disoccupazione che dir si voglia.

Cosa fa l’università dopo aver formato orde di studenti per così tanti anni?

Li lascia in balia del nulla oppure offre un collegamento, funge da ponte tra un universo e un altro?

Proprio a inizio Marzo si è svolto il Career Day, rivolto agli studenti appena laureatisi e a quelli laureandi. Ascoltando l’opinione di alcune persone che vi hanno partecipato, viene da chiedersi: serve davvero?

Le impressioni di molti giovani che il 4 marzo si sono ritrovati a fare file interminabili per poter lasciare il curriculum e fare un breve colloquio con le varie aziende presenti, è che quei curricula sarebbero finiti nel primo cestino per la carta disponibile.

Quest’anno, a differenza degli altri anni, sono state distribuite delle piantine con tutti gli stand e con l’indicazione di che tipo di laurea fosse richiesta in questi ultimi.

A questo proposito, molti studenti di giurisprudenza hanno reputato inutile questa giornata perché, oltre all’assenza di richieste, i pochi stand a ciò dedicati cercavano persone con almeno cinque anni di esperienza. Per quale motivo presentarsi al Career Day se si hanno pretese di questo genere? Giovani appena laureati non avranno mai questo tipo di curriculum.

Gli unici studenti con qualche possibilità erano i laureati in ingegneria e quelli in economia, le cui lauree erano richieste in quasi tutti gli stand prensenti in Fiera. I laureati di altre facoltà, non avevano molte alternative.

Le aziende proponevano tirocini retribuiti (sottopagati) della durata di circa 6 mesi, stage e poco altro.

Una volta constatato che trovare qualcosa che non sottovaluti le proprie capacità, in una giornata come il Career Day, è altamente improbabile, rimane cos’altro offre l’università ai neo laureati.

Innanzi tutto bisogna sottolineare che il Career Day fa parte di una serie di eventi organizzate all’interno di Job Placement. Questa è una bacheca di annunci a servizio di aziende e studenti. È riservata agli studenti iscritti all’Università di Bologna (laureati e laureandi); in essa è possibile inserire il proprio CV, consultare gli annunci di lavoro pubblicati dalle aziende e autocandidarsi per una posizione lavorativa concernente i propri studi. A Job Placement l’azienda può richiedere l’invio di curricula conformi alle proprie attività di recruitment.

L’Università di Bologna statuisce anche dei bandi per tirocini extracurriculari che possono essere iniziati entro dodici mesi dal conseguimento della laurea. I tirocini hanno la durata di sei mesi, vengono svolti presso aziende convenzionate con la stessa Università e prevedono solo un’indennità minima di 450 euro al mese. Le aziende convenzionate sono più di duemila e accettano anche autocandidature.

Un altro servizio dell’Università, per i laureandi e i neo laureati (entro i diciotto mesi dalla laurea), è il Servizio Orientamento Lavoro, il quale fornisce informazioni sugli sbocchi professionali che la propria laurea può portare, consulenza orientativa individuale e, infine, avvia diversi laboratori riguardanti la stesura del curriculum, come affrontare un colloquio di lavoro, come muoversi per cercare efficacemente lavoro.

Gli strumenti ci sono, la loro efficacia dipende dalla valorizzazione che ne viene fatta, sia da parte dell’Ateneo, che da parte delle aziende. Quale modo migliore come primo passo per valorizzare il servizio, se non quello di chiedere ai diretti interessati, agli studenti, quali sono le loro esigenze e come le concreterebbero con questi o altri strumenti?

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