Elezioni Spagna: le chiavi per prevedere il risultato

Di Diego Bartés

 

Sondaggio CIS (Centro de Investigaciones Sociológicas, Governo della Spagna), Maggio 2016

Sondaggio CIS (Centro de Investigaciones Sociológicas, Governo della Spagna), Maggio 2016

Quasi senza tempo per assimilare i risultati e prevedere le conseguenze del Brexit di giovedì, oggi si terrà un’altra puntata fondamentale per il futuro in Europa: si vota in Spagna per la seconda volta in sei mesi, dopo che i quattro grandi partiti non sono riusciti ad arrivare a nessun accordo di governo. Come andrà a finire la puntata di oggi è piuttosto imprevedibile poiché tanti fattori possono incidere nel risultato finale. Nei paragrafi successivi vengono analizzate le principali chiavi per arrivare informati allo spoglio di questa sera.

 

Realtà costituita: niente svolta ma effetto farfalla

Da quando Podemos apparse improvvisamente alle Europee del maggio 2014, la crisi politica spagnola non si è arrestata. Da allora, i nuovi partiti, Ciudadanos (C’s) e sopratutto Podemos, hanno guadagnato una crescente rappresentanza in istituzioni regionali e comunali, arrivando addirittura a guidare le principali città spagnole: Madrid, Barcellona, Valencia, Saragozza, Cadice o La Coruña con liste civiche popolate di attivisti e movimenti sociali.

L’ultima fermata di questà “tournée” elettorale ha avuto luogo lo scorso 20 dicembre, quando il bipartitismo spagonolo saltò per aria per salutare una nuova epoca con quattro grandi partiti: Pp (attualmente 123 seggi), Psoe (90), Podemos (69 più 2 di Iu) e C’s (40). Sei mesi dopo, la realtà spagnola non offre grandi cambiamenti demoscopici se si guardano i diversi sondaggi. Tuttavia, i tracking elettorali hanno già considerato l’effetto per cui Podemos (20,7% a dicembre), adesso in coalizione con Izquierda Unida (3,7%), aggiungerà nuovi seggi (fino a 15) ai risultati di dicembre, poiché le circoscrizioni provinciali premiano i grandi partiti e coalizioni.

 

Fedeltà del voto, indecisi e accuratezza sondaggi

L’ipotesi di considerare risultati simili a quelli di dicembre se non è vera è verosimile. Tuttavia, affermare ciò implica considerare tutti gli elettori ugualmente fedeli e attivi nel ritornare al seggio domani per confermare il voto precedente. Studi demoscopici più approfonditi hanno fatto vedere, da una parte, che i votanti più fedeli sono quelli del Pp, seguiti dalla coalizione Unidos Podemos, il Psoe in terza posizione e per ultimo C’s. Dall’altra, gli studi realizzati hanno considerato una partecipazione del 70-72% leggermente più bassa dello scorso dicembre. La realtà e quindi incerta, giacché gli esperti affermano che c’è ancora un 10-15% di indecisi che potrebbero cambiare tutto.

 

Unidos Podemos, chiusura campagna elettorale a Madrid

Unidos Podemos, chiusura campagna elettorale a Madrid

La campagna elettorale: i diversi approcci dei grandi partiti

Allora, se il risultato è incerto, quanto potrebbe aver cambiato l’orientamento del voto la campagna appena svolta ? A questa domanda non è facile rispondere, perché i partiti hanno seguito un approccio classico e di basso profilo.

  • Pp vs. C’s: i popolari si mantengono grazie al voto senior

Per quanto riguarda il Pp, i popolari hanno cercato di porsi come unica alternativa alla sfida populista rappresentata da Unidos Podemos, perché i voti a C’s potrebbero perdersi a causa della legislazione elettorale. D’altronde C’s sostiene che un voto alla loro candidatura sia un voto a favore dell’intessa, per mettere d’accordo Pp e Psoe. Questo elemento è nuovo nell’argomentario arancione perché a dicembre affermavano di non sostenere né Pp né Psoe. Adesso li vogliono sostenere, anche se secondo i sondaggi non sono aritmeticamente necessari in un governo di grande coalizione.

  • Psoe: Pedro Sánchez nei guai per il possibile sorpasso viola

Nello spettro progressista, invece, il Psoe si è dedicato ad attaccare in continuazione Podemos, sicuramente perché i sondaggi considerano probabile il sorpasso dei viola sui socialisti, sia in voti che seggi. Questo risultato metterebbe in grande difficoltà il candidato socialista Pedro Sánchez, che potrebbe addirittura dare le dimissioni come segretario Psoe domani sera se si dovessero confermare le tesi del sorpasso.

  • Unidos Podemos: la campagna dei sorrisi che forse non basta

D’altra parte, Podemos, adesso Unidos Podemos, ha deciso di fare una campagna in positivo, offrendo sempre collaborazione al Psoe per costruire una realtà alternativa al Pp per cambiare il paese, qualsiasi sia il risultato di entrambe le candidature. Lo scenario di sorpasso per Podemos è quello di superare il Pp e non tanto i socialisti. Il principale problema per i viola è che il sorpasso al Psoe è abbastanza plausibile, non così certo con i popolari. Dunque, un Psoe in pasokizzazione non sarebbe in grado di arrivare ad accordi con i viola, perché non lo ha fatto quando aveva più seggi nella scorsa legislatura. Quindi, affinché non si ripetano per la terza volta le elezioni, il risultato più probabile rimarrebbe un governo Pp e C’s con l’astensione del Psoe.

 

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