What’s up America

Di Beniamino Piscopo

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L’America rurale, quella senza passaporto, che preferisce il wrestling a netflix, e che preferisce comprare, invece dei pannelli solari, l’ultimo modello di fucile automatico, ha vinto contro l’America di Hollywood e dei grattacieli. L’America di cui si sente sempre parlare ha perso contro l’America di cui non si parla mai. Questo il succo delle elezioni americane.

È stata la vendetta degli zotici e dei cattivisti contro i primi della classe da un lato, e contro i più indifesi e disadattati dall’altro. Dopo otto lunghi anni tali gentiluomini possono finalmente convincersi che, dopotutto, neri e latinos e perfino le loro stesse mogli pasciute sono più sfigati di loro. Tutta la loro esaltazione è dovuta alla confortante sensazione di non percepire più loro stessi come il fondo della società americana. Misera gratificazione, ma del resto lo sono anche quelli di cui se ne giovano.

Secondo i media, questa campagna elettorale è stata dominata dalla questione razziale; questo è vero, ma non solo in riferimento alla paura dell’immigrazione; infatti il vero e più profondo problema razziale di queste elezioni va cercato nel cuore dell’America e dei suoi fantasmi piuttosto che lungo i suoi confini. Il discrimine che ha contato davvero non è stato tra chi fosse americano o meno, ma tra chi americano lo era già, solo con la pelle di un altro colore. Tutta la frustrazione accumulata dalla vista, per così al lungo, di una famiglia di neri alla Casa Bianca, proprio mentre tante famiglie bianche attraversavano momenti difficili, ha trovato in Trump il giustiziere ideale. Non ha importato che fosse un miliardario, un truffatore e perfino un evasore fiscale. Ha importato invece che non venisse da Harvard, che non fosse un politico di carriera, che non mangiasse vegano né prendesse sul serio il riscaldamento globale o i diritti di genere.Ha importato che parlasse proprio come farebbe uno dei mariti di quelle famiglie a cena.

Trump ha permesso a tanti di convincersi che non è necessario essere persone straordinarie, dotate di un qualche straordinario talento se si vuole essere ricchi, famosi, con una vita eccitante, circondati da bellissime donne, o essere persino il Presidente degli Stati Uniti. Lui è il profeta che l’uomo mediocre stava cercando, così come il suo successo è solo una malsana declinazione del sogno americano. L’idea che uno di loro stia per occupare l’ufficio più famoso del mondo è l’ultima consolazione per quella classe media indebolita e spaventata dalle conseguenze della globalizzazione, scossa nelle proprie certezze, e sedotta da quello slogan “Make America great again” che rievoca una sorta di primato degli USA non più immaginabile nel nostro mondo multipolare.

Impossibile non cogliere in queste elezioni il significato più cristallino della parola “reazionario”. Dopo il Presidente più progressista nella storia recente degli Stati Uniti, parte del Paese ha reagito favorendo l’ascesa del peggior candidato mai eletto. Dopotutto è lo stesso processo innescato da Lincoln con il Proclama d’Emancipazione: ad un evento traumatico come l’abolizione della schiavitù, parte della nazione reagì con la secessione e la guerra civile. Questa elezione è solo il capitolo più recente della lunga sfida tra le due anime dell’America, e sono sicuro che non sarà l’ultimo, ma a questa convinzione affido anche le ragioni della mia speranza.

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ENGLISH VERSION

Rural America, that one without a passport, that prefers watching wrestling to netflix and prefers buying, instead of solar panels, the last model of tommy gun, has won against the America of Hollywood and skylines. America who has always been talked about has lost against America who has never been talked about at all. That could be a brief interpretation of the American vote. It has actually been the revenge of yokels and bullies against the firsts of the class and, on the other hand, those who would rather be the real misfits. After eight long years, they can finally believe again that, after all, black and Hispanic people and even their own chubby wives are bigger losers than them. All their exaltation is gathered by the comforting idea that they are no longer going to be at the bottom of American society. It is a quite mean gratification, anyway that could work just for quite mean people. According to media, this election has been dominated by a huge racial factor; that’s true but not merely regarding the fear of immigration. Actually the deepest racial issue of this election has to be sought inside America and its own demons instead of along its borders, beacuse the point has been not just if you are American but rather what race of American you are. All the frustation gathered by the sight for such a long time of a black family in the Withe House, just while a lot of American white families are facing hard times, has found in Trump the ideal champion. It doesn’t matter if he is a tycoon and a crook or even a tax evader. The only thing that matters is that he doesn’t come from Harvard, he is not a professional politician, he doesn’t eat vegan and instead of caring about climate changes or gender issues he talks just like one of the husbands of those families during dinner time. Trump has allowed people to convice themselves that you don’t need to be an extraordinary person with extraordinary skills if you want to be rich, famous, with an exciting life and surrounded by beautiful ladies or even the president of the US. He is the prophet that mediocre man was looking for, as well as his succes is just a wicked conjugation of the American dream. The idea that one of them is going to have the most important office in the world is the last solace for that middle class seriously hurt and scared by globalization’s consequences, shaken in its own certainties, and seduced by that slogan, “make America great again”, who revokes a sort of primacy of America no longer possible in our multipolar world. Ultimately this election explains in a crystal-clear way the meaning of the word “reactionary”. Actually, after the most progressive president in the recent history of the US, part of the nation has reacted by fostering the worst and the most terrifying man ever elected. After all it is the same process activated by Lincoln with The Emancipation Proclamation: in front of a shocking event like the abolition of slavery, part of the nation reacted with the secession and the civil war. This election is just the most recent chapter of the long challenge between the two souls of America, and I’m sure it won’t be the final one, but in this fact is also the reason for my hope.

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