Focus sulle elezioni francesi

 

La seconda votazione per eleggere il Presidente francese sarà il 7 maggio. Al ballottaggio ci sono Macron che ha preso il 23,75 % e Marine Le Pen che ha preso il 21,53 %. Gli altri partiti maggiori hanno preso: Fillon il 19,9, Melenchon il 19,6 e Hamon il 6,3%. Poi Hamon e Fillon hanno già detto ai propri elettori di votare Macron. Melenchon fa un discorso diverso, la politica degli insoumise infatti è veramente molto distante sia da en marche che dal front national. Melenchon sicuramente non voterà Le Pen. Il dubbio ora è sulla scheda bianca (che in francia non vale) o sul voto a Macron. Il leader insoumise prima di decidere acolterà ciò che i suoi elettori gli comunicheranno attraverso la rete. La sensazione è che i 3/4 di loro sceglierà di votare Macron. L’altra grande incognità dell’elezioni francesi è poter comprendere i ragionamenti dei votanti. Questi si sono sentiti delusi dal partito socialista, che infatti è sceso al solo 6,3 %. Questa delusione la si annusava già nel 2016 quando ci furono tantissime proteste in seguito alla “loi travail”, proteste confluite poi nelle Nuit Debout. Perchè allora votare Macron che fu il ministro dell’economia del governo Hollande ed uno dei maggiori fautori della cosidetta Loi travail?

 

Di Tommaso Pieri

RTS13KJY-702x336


Suona strano, suona diverso. In Italia il Presidente della Repubblica non è votato dai cittadini. È votato dal parlamento in seduta comune, quindi Camera dei Deputati e Senato della Repubblica riuniti.
In Francia è diverso perché il sistema costituzionale è differente. Mentre in Italia si ha un parlamentarismo dove il ruolo centrale è affidato al Parlamento, in Francia vige un semipresidenzialismo: innanzitutto è votato direttamente dai cittadini. La votazione avviene tramite uno o due turni elettorali. Se alla prima tornata elettorale un candidato avrà già preso la maggioranza assoluta dei voti, quindi il 50 % più uno, questi sarà il nuovo capo di stato. Se invece nessuno dei due candidati riesce ad ottenere la suddetta percentuale vi sarà un ballottaggio tra i due più votati.

I partiti politici che si sono presentati alle recenti elezioni del 23 aprile sono 5. Il movimento di centro “En Marche” tramite il candidato Emmanuel Macron, ex ministro dell’economia. Il partito di destra “Front National”, tramite Marine Le Pen. Il partito di centro destra “Republicains”, tramite François Fillon, che ha battuto alle primarie l’ex presidente Nicolas Sarkozy. Il partito di sinistra “France insoumise”, tramite Jean- luc Mélenchon. Ed infine il partito di centro sinistra “Socialiste”, che è il partito dell’attuale presidente Hollande, tramite Benoit Hamon, che ha sconfitto alla primarie l’attuale primo ministro francese Manuel Valls.

________

Abbiamo fatto due chiacchere con Gauthier Bouchet, consigliere comunale di Saint Nazaire e candidato in parlamento nelle file del Front National.

Intervista a Gauthier Bouchet (Front National)



1) Il diritto d’asilo in Francia è concesso a chi scappa da paesi dove viene perseguitato oppure a chi fugge da guerre interne al proprio stato o da guerre internazionali nelle quali il proprio stato è coinvolto? Voi cosa ne pensate? Il diritto d’asilo deve essere espanso anche ai migranti economici oppure, anche a causa degli ultimi attentati di matrice islamica, deve essere maggiormente ristretto?

Il Front National pensa essenzialmente che sia giusto concedere il diritto d’asilo a chi scappa da guerre, come ad esempio chi scappa dalla Siria, ma non ai migranti economici.

E’ molto diversa la situazione di chi fugge dalla Siria e di chi parte dal Ghana o dalla Costa d’Avorio. Inoltre la partenza da questi ultimi paesi rischia di creare un danno agli stessi paesi d’origine, in quanto perdono una potenziale élite. Elite che potrebbe, ad esempio, in futuro gestire il paese ed evitare che si formino governi di fatto o che la loro nazione diventi una “repubblica bananiera”.

 

2) I Centre de retention administrative (CRA) sono stati fortemente criticati, specie dall’associazione la Cimade, per le condizioni di disumanità che li contraddistingue. Quale pensate possa essere la miglior misura per l’espulsione?

E’ sicuramente difficile trovare una soluzione immediata. Un’idea potrebbe essere quella di trattare i flussi migratori in prossimità dei paesi d’origine. Si potrebbe anche cercare di gestire l’immigrazione insieme all’ “alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati”. Vi è un’esigenza per la Francia di disporre di frontiere economiche e fisiche. Infine si potrebbero fare dei partenariati coi paesi arabi mussulmani. Si può notare una certa incoerenza da parte loro, infatti nonostante la loro comunanza linguistica, in questi stati si parla arabo, sono i paesi europei a occuparsi dell’accoglienza di chi emigra da questi stati. È come se l’accoglienza di un emigrato francese fosse gestita non dalla Svizzera o dal Belgio, ma dal Qatar.

 

3) Cosa pensate della “jungle de Calais” e dello sgombero che è appena arrivato?

La situazione di Calais esiste da tantissimo tempo, dal 2002. Calais è l’eredità de Nikolas Sarkozy. È lui ad avere firmato i trattati col Regno Unito quando era ministro degli interni. Si è vista in questo caso l’incoerenza delle sue parole. Sosteneva una politica con l’obiettivo di aumentare la sicurezza ed i fatti pratici sono stati completamente differenti. Inoltre nel periodo che va dal 2007 al 2012 Sarkozy ha contribuito a rendere più forte l’immigrazione.

Lo sgombero è un atto che andava fatto. In ogni caso consiste ancora una volta in una mezza soluzione. Sicuramente la vita è migliorata per gli abitanti di Calais, ma si sono create molte altre situazioni simili come a nella banlieu est de . In aggiunta dopo l’incendio provocato dai migranti a Calais il prefetto ha specificato che si tratta di una tradizione perdonando questo gesto. È inaccettabile che l’autorità pubblica minimizzi l’accaduto.

 

4) Ventimiglia è un piccolo paese di frontiera tra Italia e Francia, che cosa pensate della relazione tra i due stati per quel che riguarda la gestione dei migranti e degli scioperi dei macchinisti della “Societé National Chemin Du Fer”?

Penso che si giusto che la Francia tenga chiusa la frontiera, in quanto cosi si garantisce la giusta sicurezza alle persone. Bisogna inoltre considerare che la regione confinante tra Italia e Francia è la Cote Azzure, una regione che vive di turismo. Quindi anche per tutelare a livello economico gli interessi della regione bisogna cercare di renderla sicura, ovviamente questo non è il motivo principale.

 

5) Sempre legato a Ventimiglia è il caso di Cedric Errou, un agricoltore che ha ricevuto una multa di 3 000 euro per aver aiutato dei migranti senza chiedere nulla in cambio. Cosa ne pensate? È necessario punire chi semplicemente fa un atto di solidarietà oppure no?

È stato giusto sanzionarlo, ha infranto la legge. Sono poi seguite moltissime reazioni mediatiche esagerate, che puntano a strumentalizzare questa persona, da parte di jean-luc Melenchant in primis. Per me Errou non è un eroe, ascoltando le sue interviste si capisce come segua la visione banale ed angelica del cittadino del mondo. Lui scorda che i migranti che lui ha aiutato possono essere un problema di insicurezza fisica e culturale del suo paese. Questi migranti non sono una chance per la Francia.

 

6) Parliamo di Europa, al momento, per quel che riguarda l’accoglienza è in vigore, il regolamento di Dublino. Un regolamento che basa la scelta dello stato incaricato sui criteri del ricongiungimento parentale, del visto e dello stato d’ingresso. Se voi foste Jean Claude Junker cosa fareste, lo modifichereste? Se si come?

La questione di base è un errore, perché non penso che l’Europa possa essere una garanzia di protezione delle frontiere. Ne Schengen, ne Dublino sono in grado di proteggere le frontiere europee. È necessario per la Francia ritornare, come nel 1993, a rinstaurare delle frontiere nazionali, in modo da poter controllare e scegliere chi entra nel nostro paese. Dublino, Shengen ed in generale la costruzione sopranazionale dell’Unione Europea indeboliscono la Francia. Solo la Germania ed i paesi del sud Europa traggono vantaggio dall’U.E. Vi è dunque bisogno di frontiere fisiche ma anche economiche con un protezionismo intelligente. Melenchant ha una visione angelica dei rapporti con l’Europa, lui vorrebbe cambiare e negoziare i trattati, ma non capisce che i questi sono modificabili sono all’unaminità ed i vari stati hanno degli interessi completamente differenti. Lui fa solo la metà del lavoro.

 

7) Quindi voi vorreste uscire dall’Europa?

Noi vorremo chiedere, attraverso referendum, ai francesi se vogliono o no uscire dall’ U.E. Pensiamo che al momento i francesi abbiano volontà di uscire. Già nel 2005 dove vi è stato un rifiuto trasversale alla costituzione europea. Un rifiuto venuto sia dal front national che dalla sinistra. Ora anche in altri stati con anche la vittoria di Trump e della Brexit vi è un crescente sentimento di anti europeismo che fa comprendere come cose in passato ritenute irreali, ora potrebbero essere possibili.

 

 

8) Pensate che l’elezioni Olandesi, terminatesi con la sconfitta di Wilders, possano influenzare le elezioni francese del 23 maggio?

 

I paesi bassi sono uno stato piccolo quindi non penso che le elezioni appena svoltesi influenzino tanto quelle francesi. Penso che siano di maggior rilievo la Brexit e la vittoria di Donald Trump.

Comments are closed.