Ad Antonino Scopelliti

Giudici lasciati soli, con la spada

nel fodero sgualcito da un miserevole inganno.

Giudici onesti, naufraghi di un destino

che non li ha perdonati:

uomini saggi aggrappati ad un tronco

che galleggia inerme in alto mare, mosso

da orde invisibili e sotterranee;

uomini nati in gennaio, mese stanco

dell’inverno che vi semina la neve,

morti in agosto con uno sparo diritto,

all’ultima curva, di una vita vissuta libera

seppur in solitudine, come l’onestà

che soffre spesso le sue pene.

Antonio_scopelliti

Di FABIO STRINATI

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