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Combattere per resistere

Sacrario Resistenza Piazza Netttuno

Tratto da “Resistenza Bolognese”, il mensile di DIECI e VENTICINQUE

 

di Diego Ottaviano

 

Attilio, Floriana, Renato. Nomi di persone, di partigiani bolognesi. Nomi di chi ha sacrificato la vita per una finestra aperta sulla libertà. Un’apertura intensa, voluta, di quelle che illuminano e fanno la storia di un paese, il Nostro, l’Italia. Una fessura chiara, distinta e troppo importante per non essere difesa.

 

E’ questa la Resistenza Partigiana. E’ questo un fenomeno complesso, emozionante e drammatico. Un sentiero nascosto tra le buie battute della Seconda Guerra Mondiale. Un sentimento di passione e d’ideali, di difficoltà. Un filo sottile, fragile, protetto in battaglia da centinaia di donne, di uomini e di vite il cui nome è pezzo portante di democrazia.

 

Battaglie aggressive, piene di violenza e di racconti come quelli di via Piana a Bologna, dove i fascisti trovano la fiera opposizione di coloro che nella ‘Pace, Lavoro e Libertà’ riposerò il proprio credo. Partigiani, antifascisti e gente comune come fu Romolo Veronico, trovato con una rivoltella e ucciso dalla brutale ferocia di un’esecuzione fascista.

 

Opposizione armata e per la libertà. Scontri come quelli nel quartiere Lame, sempre a Bologna, dove la mattina del 7 novembre del 44’ perdono la vita giovani come Daniele, detto il Diavolo, ucciso dal rumore di una mitraglietta, sulla soglia di casa, quando è ancora un ragazzino non maggiorenne.

 

Conosciuta come ‘Battaglia delle Lame’ è questa uno dei teatri di guerra e sangue più drammatico d’Italia; uno scontro incisivo e crudele, tra i più violenti mai combattuti all’interno di un centro urbano della penisola. Un episodio centrale nella lotta verso la liberazione, che vede coinvolti i contingenti dei Gruppi di Azione Patriotica in opposizione alle forze armate tedesche e della Repubblica Sociale Italiana.

 

Un momento di storia indelebile, un apostrofato bellico lungo oltre dodici ore che non ferma partigiani e antifascisti nonostante l’inferiorità in numero. Uno smacco storico alle forze nazifasciste, frutto delle azioni di due distaccamenti della 7ª G.A.P., che costretti a un ripiegamento verso Porta Lame, prima resistevano agli attacchi delle formazioni di cingolati armati delle truppe nazifasciste, e poi con un’azione simultanea, circondavano e attaccavano le forze nemiche, che non ebbero tempo di una reazione ordinata.

 

Nei sotterranei dell’ospedale Maggiore la sede del primo distaccamento. Circa 230 uomini, guidati da Giovanni Martini “un esempio superbo di spirito, sacrificio e di amore per la Patria” che da partigiano è catturato, seviziato e ucciso proprio come Ferruccio Magnani membro tenace del Partito Comunista Italiano riconosciuto e massacrato da gruppi fascisti.In una palazzina di vicolo Macello vi era invece la sede del secondo distaccamento della 7ª G.A.P., composto da circa settanta unità condotte dal coraggio di Lino Michelini, alias William, e dall’audacia di Bruno Gualandi.

 

Storie bolognesi, italiane e di chi ha anteposto la difesa della Libertà a quella della propria vita. Momenti di resistenza, che raccontano una forte parte di noi. Storie di vita e di coraggio italiano che neanche la paura ha fermato e che invece ha nutrito le radici della nostra Italia, della nostra bandiera, della nostra cultura delle nostre speranze.

 

Partigiani d’Italia la voce sul futuro del nostro Paese. Una voce che ha lottato per il bisogno di pace, di democrazia e di giustizia. Una voce davanti al senso unico, combattere per resistere.