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Numero 23 Maggio 2014

 

Bologna: prendete 3 bottiglie di Moretti, spaccatele in Piazza Verdi, aggiungeteci 2 bicchieri di pignoletto invecchiato pochi mesi, un pizzico (anche 2) di ganja, un gruppo bello nutrito di punkabestia e una decina di pisciate sui muri del Comunale e walà…

 

San Lazzaro, amministrazione e cittadini: la lotta per il paesaggio

di Giulia Silvestri

Convocare un’assemblea pubblica di un comune che conta più di 31000 abitanti in una stanza di un centro sociale che è più piccola di un’aula universitaria da 80 posti, la dice lunga sulla serità di un’amministrazione. La scusa è presto pronta: l’assemblea si sarebbe dovuta svolgere all’aperto, ma il tempo non ha retto.

Rimandare l’assemblea senza far restare la metà dei cittadini presenti sotto la pioggia scrosciante, è evidentemente troppo difficile per il Sindaco, che cede solo dopo mezz’ora di monologo interrotto dalle proteste.

L’assemblea viene rimandata, eppure il Sindaco continua a discutere con le poce persone rimaste. Ora si tratta di una “chiacchierata”, su temi importantissimi però: su tutti, la “riqualificazione” di Idice, frazione del comune di San Lazzaro di Savena. Scrivo riqualificazione con le virgolette perché il Piano urbanistico prevede la costruzione di nuovi alloggi che andranno a soppiantare terreni agricoli coltivati, e non invece la ricostruzione di vecchie aree già edificabili, come logica farebbe supporre.

La questione parte da lontano infatti questo piano urbanistico (Poc) è stato approvato alla fine del 2011: si erano già tentate varie strade per bloccare la corsa alla cementificazione, una di queste fu il referendum. Un referendum che non c’è stato: prima fu bocciato dalla commissione di garanti (composta da tre membri, due dei quali nomitati dalla giunta stessa), poi il ricorso fu respinto dal giudice perché nel frattempo l’amministrazione aveva deciso di approvare il Poc.

Ciò che quindi la cittadinanza presente la sera del 27 Giugno si chiede è: cosa è ancora possibile fare? Il Poc si può modificare in meglio? Si possono annullare le costruzioni previste?

Domande legittime che hanno trovato come risposta tanta retorica, molto fumo e poca concretezza. Bisogna insistere per capire che il piano urbanistico non è modificabile, che non sarà riducibile nemmeno il numero degli alloggi previsti e che quindi il “dialogo” con i cittadini serve solo per discutere delle altezze dei palazzi e dei progetti previsti per Idice. Progetti completamente strumentali al quartiere che si andrà a creare e quindi non utili per la frazione in sé.

Perché costruire nuove case quando ce ne sono già tantissime invendute e sfitte? In un periodo come questo, in cui i precari sono la maggioranza e le banche non concedono mutui, quale senso ha continuare a costruire?

Il Sindaco Macciantelli sottolinea che molte nuove case fanno parte dell’edilizia sociale, ma perché gli appartamenti che non si riescono a vendere per la richiesta di prezzi altissimi, e che esistono già, non possono essere soggetti ad agevolazioni? Si eviterebbe di costruire invano.

Perché decidere di costruire in zone agricole che sono produttive e che si trovano vicino ad un parco regionale?

Sono queste tutte le domande che vengono fuori in questa serata, ma che in realtà sono alcuni dei punti su cui si battono da tempo tutte le persone che non vogliono la cementificazione di queste zone. Osservazioni che l’amministrazione sembra non comprendere e alle quali ribatte con giustificazioni che non soddisfano molti dei cittadini.

L’amministrazione vuole far sì che San Lazzaro e le sue frazioni, in questo caso Idice, non siano soltanto città dormitorio: è a questo che serve costruire un nuovo quartiere, una nuova scuola e un nuovo centro sportivo. E la costruzione dei nuovi alloggi è giustificata dalla previsione dell’amministrazione stessa, che la popolazione crescerà ancora nei prossimi anni, anche se i nuclei saranno soprattutto monofamiliari.

Si tratta dunque di posizioni agli antipodi: si arriverà mai a un punto d’incontro?

Una volta le persone venivano a vivere a San Lazzaro e nelle sue frazioni perché si respirava profumo di campagna, i parchi rendevano vivibile questa città, molto più di Bologna. Se si continua a costruire distruggendo il paesaggio, il motivo principale che le spingeva a venire ad abitare qui sarà spazzato via insieme al verde.

In questa ex assemblea pubblica, ora trasformatasi in dibattito, che per l’amministrazione sembra essere più una facciata che un vero confronto, accade qualcosa di surreale: le persone presenti tentano di farsi ascoltare e soprattutto di farsi dare risposte precise, ma incontrano un sordo. É un sordo furbo, uno di quelli che sente solo ciò che vuole, ma ciò che lascia interdetti è il fatto che si tratti di un Sindaco.

In questa Italia forse questa non è una notizia che sbalordisce più di tanto, eppure dovrebbe: il Paese si è rovesciato e ci si comincia a stupire della correttezza delle persone, non più della loro scorrettezza.

“PARASSITI”: COME NASCONO, CRESCONO E PROLIFICANO GLI ELETTI…

Di Gaspare Serra
“I parassiti sono nella società così come sugli animali: a un certo punto, se crescono al di là d’un certo limite, l’animale muore. E così muore una società.
Chi è il parassita? Colui che non produce ricchezza, ma vive consumando quella prodotta dagli altri”
(Gianfranco Miglio, giurista e politologo)
N°3 IL COSTO DEGLI “ELETTI…
N° 2 – IL COSTO DEL QUIRINALE …(leggi) 
N° 1 – IL COSTO DELLA REPUBBLICA Dove c’è “casta” c’è Italia…(leggi)

 

“CHI VIVE A SPESE DEGLI ALTRI DANNEGGIA TUTTI”.

Questo il noto slogan d’una recente e alquanto stravagante pubblicità progresso, che, accostando le foto di orripilanti parassiti con quella d’un evasore fiscale -invero più simile a un povero disgraziato!-, metteva in guardia i cittadini dalla tentazione di non pagare le tasse…

Ma chi sono i veri “parassiti”?

Solo i commercianti che non erogano lo scontrino -magari perché strangolati da un regime fiscale opprimente-?

Oppure le vere “sanguisughe” sono in primis quei politici che, adagiati su comode poltrone –senza alcuna voglia di mollarne la presa!-, hanno prosciugato le speranze d’un’intera generazione (la stessa che è divenuto improprio chiamare “generazione 1000 euro”, visto che sempre più si ritrovano “0 euro” in tasca a fine mese!)???

La Democrazia è l’antibiotico più efficace contro i pericoli di “devianze autoritarie” che possono minare la salute di qualsiasi Corpo civico.

Sosteneva saggiamente Paracelso, però, che “è la dose che fa il veleno”.

Allora, come un sovradosaggio antibiotico può esser letale per un paziente, allo steso modo L’ECCESSO DI RAPPRESENTANZA POLITICA PUÒ RISULTARE UN “COLPO MORTALE” PER LA DEMOCRAZIA!

Ogni democrazia “deve” avere un prezzo, in termini di costi della politica che si ripercuotono sui contribuenti.

Ma QUANDO TALE PREZZO VIENE PERCEPITO COME INGIUSTIFICATO, arbitrario, insostenibile dai cittadini IL RISCHIO É D’ASSISTERE A UNA LENTA, INESORABILE “DELEGITTIMAZIONE” DELLA POLITICA, FOMENTANDO POPULISMI D’OGNI GENERE che rischiano di portare al collasso il Sistema democratico!

L’ITALIA, senza nemmeno accorgersene, si É così ridotta a UN PAESE “sotto occupazione”: OCCUPATO DA UN “ESERCITO” DI POLITICI mestieranti, benpensanti, brizzolati e dai colletti bianchi, pronti a occupare stabilmente ogni Palazzo, ogni scranno, ogni seggiola disponibile in ogni ganglio vitale -e non- delle Istituzioni, ingolfando una macchina repubblicana già alquanto rodata con la propria parassitica sovrabbondanza!

LA CURA da adottare al più presto per evitare che il Paese muoia “d’overdose democratica” É solo una: LA RISCOPERTA DEL SENSO DEL “PUDORE” DA PARTE DI CHI CI GOVERNA E RAPPRESENTA, chiamato al costo di duri sacrifici -di riforme “impressionanti”- ad abbattere lo “spread” tra il costo della politica italiana e quella dei restanti paesi occidentali, ormai superante ogni livello di guardia!

Se i politici vogliono tagliare sul serio i costi della politica, per primo devono tagliare “se stessi”, eliminando qualche poltrona di troppo -più d’una!- al costo di scontentare molti contendenti del “gioco delle sedie” cui si è ridotta la politica italiana!

L’alternativa che abbiamo di fronte non è tra Democrazia e “mancanza di Democrazia”: l’alternativa è tra una Democrazia inefficiente e sprecona e una Democrazia che funziona!

LA POLITICA É UN’ARTE “NOBILISSIMA”.

LO É MENO, però, SE FATTA DA GENTE CHE DI “ONOREVOLE” CONSERVA SOLO IL TITOLO!

 L’ESERCITO DEGLI “ELETTI”

 Secondo l’ultimo Rapporto Uil sui costi della politica (luglio 2012):

 

  • le persone che vivono, direttamente o indirettamente, di politica sono oltre “1,1 milioni” (il 4,9% del totale degli occupati);
  • IL PLOTONE DEGLI ELETTI, parte integrante di questo esercito di “mestieranti della politica”, COMPUTA BEN “144 MILA” UNITA’;
  • la politica nel suo complesso (il funzionamento degli organi istituzionali, le società pubbliche, le consulenze in favore delle pubbliche amministrazioni…) ci costa ben “23,9 miliardi” di euro (“772 euro” pro-capite, pari all’1,5% del Pil);
  • solo IL COSTO DEL NOSTRO SOVRABBONDANTE SISTEMA ISTITUZIONALE AMMONTA  A “7,1 MILIARDI” DI EURO L’ANNO!

Ecco alcuni numeri che testimoniano impietosamente la diagnosi di un Paese “malato di politica”:

 

  • 945 sono i PARLAMENTARI NAZIONALI (315 i senatori -senza contare quelli “a vita”- e 630 i deputati);
  • 78 i PARLAMENTARI EUROPEI;
  • più di 1.000 i CONSIGLIERI REGIONALI (1.356  comprendendo Presidenti ed Assessori);
  • oltre 3.000 i CONSIGLIERI PROVINCIALI (3.853  comprendendo Presidenti ed Assessori);
  • quasi 120.000 i CONSIGLIERI COMUNALI (137.660 comprendendo Sindaci ed Assessori);
  • oltre 13.000 i CONSIGLIERI DELLE COMUNITA’ MONTANE;
  • oltre 12.000 i CONSIGLIERI CIRCOSCRIZIONALI (di cui 8.845 nelle sole Città Capoluogo).

Volgendo lo sguardo oltre i confini nazionali, fa specie scoprire come, mentre L’ITALIA VANTA QUASI “UN MIGLIAIO” TRA ONOREVOLI E SENATORI:

  • Cipro elegge appena “57” parlamentari;
  • il Lussemburgo 60;
  • Malta 69;
  • la Lettonia 100;
  • l’Estonia 101;
  • la Slovenia 130;
  • la Lituania 141;
  • la Slovacchia 150;
  • la Danimarca 179;
  • la Finlandia 200;
  • il Belgio 224;
  • l’Olanda 225;
  • l’Irlanda 226;
  • il Portogallo 230;
  • la Bulgaria 240;
  • l’Austria 245;
  • la Repubblica Ceca 281;
  • la Grecia 300;
  • la Svezia 349;
  • l’Ungheria 386;
  • la Romania 471;
  • la Polonia 560;
  • la Spagna 614;
  • la Germania 691;
  • la Francia 920 (tanti ma pur sempre meno dei nostri 945!).

Si dirà che la forza dei nostri numeri risiede nella grandezza (in termini d’abitanti) della nostra Nazione.

Ma anche facendo la media dei parlamentari in rapporto alla popolazione, il quadro complessivo non cambia:

  • la Germania (con i suoi 82 milioni di abitanti) dispone di 1 parlamentare ogni 118 mila abitanti;
  • la Spagna (con 45 milioni di abitanti) di 1 ogni 73 mila;
  • l’Olanda (con 16 milioni di abitanti) di 1 ogni 71 mila;
  • la Francia (con 64 milioni di abitanti) di 1 ogni 69 mila;
  • la Polonia (con 38 milioni di abitanti) di 1 ogni 67 mila.

E L’ITALIA?

Con 59 milioni di abitanti, il nostro Paese SOVRASTA TUTTI DETENENDO IL poco invidiabile PRIMATO DI 1 PARLAMENTARE OGNI 63 MILA CITTADINI!
A Strasburgo, per intendersi, ogni europarlamentare rappresenta ben “665 mila” cittadini dell’Unione!
Unico paese in Europa a far meglio di noi -o peggio, secondo i punti di vista- è il Regno Unito, che (con 61 milioni di abitanti) dispone di 1.480 parlamentari, ovvero 1 ogni 41 mila cittadini.
Una magra consolazione…

Uscendo dall’area dell’Unione Europea, il quadro -se possibile- è ancor più sconfortante:

  • il Canada (con i suoi 33 milioni di abitanti) dispone di 413 parlamentari (1 ogni 79 mila);
  • l’Australia (con 20 milioni di abitanti) di 226 (1 ogni 88 mila cittadini);
  • il Giappone (con 127 milioni di abitanti) di 722 (1 ogni 175 mila);
  • la Russia (con 140 milioni di abitanti) di 400 (1 ogni 350 mila);
  • gli Usa (con 300 milioni di abitanti) raggiungono quota 535 parlamentari (100 senatori e 435 deputati), stabilendo l’incredibile rapporto di 1 parlamentare ogni 560 mila cittadini!
SE USASSIMO LE STESSE PROPORZIONI DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA AMERICANA, I SENATORI ITALIANI DOVREBBERO RIDURSI A “20” E I DEPUTATI A “87”, per un totale di “107” parlamentari!
Si dirà: “l’America è una federazione di 50 Stati, con 50 diversi Parlamenti statali…”.
Verissimo.
Com’è altrettanto vero, però, che in California c’è un parlamentare locale ogni 299 mila abitanti, mentre in Lombardia c’è un consigliere regionale ogni 124 mila abitanti… e nel Molise uno ogni 10.659!

 COME DEBELLARE IL “VIRUS DELL’ANTIPOLITICA”

 PRIMO:

É becero “POPULISMO” CHIEDERE IL DIMEZZAMENTO DEL NUMERO DI DEPUTATI E SENATORI ITALIANI???
Essere rappresentati da “soli” 315 deputati e 157 senatori minerebbe alle basi la nostra democrazia o renderebbe più sostenibile ed efficiente il nostro ipertrofico sistema parlamentare?!
Non è irrilevante notare che negli Usa (Paese esteso 30 volte l’Italia e con una popolazione quadrupla) il Senato federale è composto da soli “50” senatori (uno per ogni Stato federale).

SECONDO:

Allargando lo sguardo oltre l’orizzonte capitolino, É semplicistica “ANTIPOLITICA” RECLAMARE IL DIMEZZAMENTO -o quantomeno una considerevole riduzione- del numero DEI COMPONENTI DI TUTTE LE ASSEMBLEE ELETTIVE (regionali, provinciali e comunali)???
É EVERSIVO DUBITARE CHE “CASA ITALIA” POSSA ANCORA PERMETTERSI VITTO, ALLOGGIO E GUARENTIGIE varie PER “144 MILA” ELETTI?!

 TERZO:

É spicciola “DEMAGOGIA” SOSTENERE che il dimezzamento del numero dei parlamentari sarebbe l’occasione propizia per infrangere un altro “tabù”: L’ABOLIZIONE DELLA FIGURA -tanto inutile quanto antistorica- DEI SENATORI A VITA???
Come giustificare che in Senato siedano parlamentari “non eletti” -come nelle migliori democrazie!- e “a vita”-come solo i papi e i restanti monarchi nel mondo-?!
Come accettare che un simile status sia insindacabilmente concesso da un’altra autorità monocratica non eletta, la Presidenza della Repubblica?!
E come difendere il prestigio ormai irrimediabilmente perduto di tale carica (il ruolo dei senatori a vita ha assunto sempre più connotati politici: si ricordi la funzione di “salvataggio” dell’ultimo Governo Prodi assunta da alcuni senatori a vita o la nomina di Mario Monti propedeutica alla sua ascesa a Palazzo Chigi)?!

 QUARTO:

É banale “PROPAGANDA” INVOCARE IL PASSAGGIO AD UN “BICAMERALISMO IMPERFETTO” (differenziare natura, composizione e funzioni delle due Camere)?
L’Italia ha DUE RAMI DEL PARLAMENTO (Camera e Senato) CON analoga composizione e IDENTICHE FUNZIONI, il che COMPORTA:
– “COSTI MAGGIORI” per il mantenimento di un pletorico apparato parlamentare;
– e “TEMPI PIÙ LUNGHI” E INCERTI per l’attività legislativa (ogni disegno di legge -salvo il Governo ponga la fiducia- è condannato a un’estenuante “navetta parlamentare” tra una Camera e l’altra!).
Perché non attribuire alla Camera l’esercizio della funzione legislativa esclusivamente in tutte le materie di competenza statale (da ridefinire)?
E perché non sostituire il Senato con una “Camera delle Autonomie” (o Senato federale), composta non da eletti ma da rappresentanti degli enti locali, con piena funzione legislativa in tutte le materie di competenza territoriale (anch’esse da ridefinire)?
L’IMPRESSIONE più comune É D’ESSERE PRESI IN GIRO DA UNA POLITICA PAROLAIA DEGLI ANNUNCI DICHIARATASI PRONTA A LAVORARE “D’ACCETTA” per tagliare sprechi e privilegi MA SCOPERTASI RICORRERE al massimo AD UNA “LIMA” (per di più, ben poco affilata!).
Fino a quando si potrà continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza disturbare le Caste che governano agiatamente questo Paese???

 

Soluzioni contro lo “scontro” piazza Verdi

Di Federico Ticchi

“Il degrado. Studenti che suonano cantano e urlano. Residenti che non riescono a dormire. Piazza Verdi è un porcile. Gli studenti sono solo dei nullafacenti che rovinano la nostra città ed impediscono a noi cittadini di riposarci e di vivere tranquillamente. I residenti sono solo dei vecchi appassiti rompiballe. Bologna non è un ospizio. Bologna non è un bordello. Gli studenti devono tornare a casa loro a fare casino. “

Annosa questione, quella di Piazza Verdi. A dire il vero, un po’ tutto il centro storico bolognese è sotto accusa, ma sicuramente l’arteria Piazza Verdi, via Zamboni, via Petroni rappresenta l’imputato principale.

Si è raggiunto il culmine la settimana scorsa, quando i Vigili Urbani, accompagnati da una squadra antisommossa hanno appioppato a due studenti chitarristi una sanzione amministrativa di 400 euro ciascuno, in ossequio all’ordinanza comunale che vieta categoricamente, dalle 22 alle 9, l’uso di strumenti musicali rumorosi, con una pena che parte dai 300 euro e può arrivare a 500 euro (vedi l’articolo della collega Sara Spartà).

C’è chi dice che la pena sia spropositata, che 400 euro siano troppi per degli studenti. Chi invece pensa che finalmente questa azione fungerà da deterrente, che adesso i giovani ci penseranno due volte prima di decidere di fare baldoria e rubare sonno ai residenti.

Ormai è un vero e proprio scontro. Nessuna delle due parti, giovani/studenti da un lato, residenti/cittadini dall’altro, si fermano ad ascoltare le ragioni dell’altro. Sembra che l’unica via sia quella che determini la soccombenza di una parte a favore dell’altra.

Ma noi non la pensiamo così. Noi di DIECI e VENTICINQUE pensiamo che l’unica soluzione sia quella della ragione, del dibattito, dello scontro inteso come confronto delle diverse opinioni, ragioni ed interessi, e non guerra fra due fazioni nemiche. Bologna è una grande città, che nel tempo ha saputo accogliere migliaia di studenti da tutto il mondo, dove l’integrazione studenti-cittadinanza è stata possibile ed anzi molti ex-studenti ex fuorisede hanno deciso di fermarsi qui per intraprendere la loro carriera lavorativa. Negli ultimi anni si è un po’ arenata, seguendo la moda dell’egoismo ed individualismo che antepone il singolo e i suoi interessi alla comunità. Ma ora sta cercando di risollevarsi. E sta a noi batterci per fare della nostra città un luogo vivibile ed accessibile a tutti. Dove non ci sia una parte soccombente ed un’altra vincente, ma dove tutti siano completi, tranquilli e rilassati.

Per questo invitiamo Voi, nostri lettori e non,bolognesi (inteso nel termine più ampio) e non, ad indicarci quali potrebbero essere le soluzioni per calmare gli animi e giungere ad un accordo. Anche le trovate che possono sembrare più semplici e stupide, in realtà potrebbero essere innovative e intelligenti.

Scriveteci a redazione@diecieventicinque.it

Intanto sabato sera ci sarà, non a caso, in Piazza Puntoni un flash-mob “pro movida” dalle 20 alle 21.50. “Sarà il nostro canto libero”. Qui l’evento su Facebook