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Numero 26 Aprile 2015

Il 21 marzo è il primo giorno di primavera. Si è voluto scegliere proprio questo giorno per celebrare (dal 1996) la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti delle mafie. E’ una giornata istituita e promossa da Libera che, per citare Don Ciotti, costituisce non un semplice corteo, ma un grande abbraccio ai familiari delle vittime, i cui nomi vengono letti ad ogni edizione. Quest’anno la manifestazione si è svolta a Bologna, per ricordare insieme anche tutte le vittime del terrorismo che in questa città trovano un punto d’incontro: la strage alla stazione, la strage di Ustica, l’Italicus e il Rapido 904, la Banda della Uno Bianca. Abbiamo voluto registrare questa giornata, le sensazioni, le domande che ci si pone e le risposte che troppo spesso vengono a mancare e si pretendono con forza. Non solo da Libera ma da tutto il mondo dell’antimafia, che trova nel 21 marzo un momento di riflessione e autovalutazione delle coscienze   

 

Bergoglio, la Chiesa e i mafiosi

bergoglio

di Salvo Ognibene

http://salvatoreognibene.blogspot.it/

 

Si è conclusa da poco a Latina la XIX edizione della Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico. Quest’anno la manifestazione ha avuto un ospite d’eccezione, Papa Francesco. Si è trattato di un evento storico. Bergoglio ha incontrato i familiari delle vittime di mafia e durante l’incontro ha lanciato un appello agli uomini e alle donne di mafia: “Per favore cambiate vita, convertitevi, fermatevi di fare il male!”.

Parole importanti che evocano il grido di Giovanni Paolo II di ventuno anni fa nella Valle dei Templi, ad Agrigento. Cos’è cambiato in questi vent’anni? Come si è rapportata la Chiesa nei confronti della mafia e dei mafiosi? Ci sarebbero molte cose da raccontare ma vorrei limitarmi a sottolineare soltanto due fatti: la beatificazione di don Pino Puglisi da un lato, ed il sostanziale immobilismo dall’altro.

Le prime pagine dei giornali sono state occupate dall’incontro di Francesco con i familiari delle vittime di mafia ma nessuno ha ricordato che i mafiosi non sono mai stati scomunicati. Nessuno ha ricordato che i loro funerali vengono ancora celebrati in pompa magna con le dovute complicità degli uomini di Chiesa, sempre che non intervenga il divieto della Questura per motivi di ordine pubblico e salvo quanto avviene nella diocesi di Acireale dove il vescovo Raspanti li ha vietati per coloro i quali siano stati condannati per fatti di mafia, a meno che non abbiano mostrato segni di pentimento prima della morte. Nessuno ricorda che sarebbe bene chiarire alcune vicende legate allo IOR ed in particolare durante la presidenza del cardinale Marcinkus. E potremmo continuare.

Rimane una giornata storica quella del 21 marzo di quest’anno ma in paese normale giornate come questa sarebbero la regola e non l’eccezione. Così come la verità, la memoria e l’impegno.

 

Con Massimiliano Perna e Fabio D’Urso avevamo lanciato un appello agli uomini di buona volontà (e di fede)  poche settimane fa. Si fa sempre in tempo a riprenderlo (lo trovate qui)