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XXXV ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE

numero8

 

 qui il nostro mensile sulla strage del 2 agosto

È come sangue e non va via (l’e-book di Antonella Beccaria, download gratuito)

COMITATO DI SOLIDARIETÀ ALLE VITTIME DELLE STRAGI

BOLOGNA 2 AGOSTO 1980/2015 – PER NON DIMENTICARE

XXXV ANNIVERSARIO DELLA STRAGE ALLA STAZIONE

 DOMENICA 2 AGOSTO 2014 – GIORNATA IN MEMORIA DELLE VITTIME DI TUTTE LE STRAGI

Programma

dal 31 luglio al 10 agostostazione Alta Velocità – via De’ Carracci“Avrei potuto essere io” di Sonia Lenzi, Monumento alla memoria delle vittime della strage – mostra fotografica

dal 2 al 24 agostoManica Lunga di Palazzo d’Accursio – p.zza Maggiore, 6 – “La memoria del soccorso” mostra fotografica a cura del Collegio Infermieri Bologna IPASVI

ore 6.30 – 8.30 – Parco della Montagnola, Piazza VIII Agosto: arrivo da tutta Italia delle staffette podistiche “Per non dimenticare”

ore 8.00 - 14.00 – 1 e 2 agosto – Stazione Centrale – stand Poste Italiane: vendita oggetti commemorativi e annullo filatelico speciale

ore 8.15 – Sala Rossa - Palazzo d’Accursio: incontro con i familiari delle vittime della strage del 2 agosto

ore 8.30 – Sala Consiglio – Palazzo d’Accursio: incontro con l’Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di Bologna, le Autorità ed i rappresentanti delle città, degli enti e delle associazioni aderenti alla manifestazione

ore 9.15Piazza Nettuno: concentramento con i Gonfaloni delle città e partenza del corteo lungo via dell’Indipendenza

ore 10.10Piazza Medaglie d’Oro: intervento del Presidente dell’Associazione Familiari Vittime della Strage alla Stazione di Bologna, Paolo Bolognesi. Seguono un minuto di silenzio in memoria delle vittime e l’intervento del Sindaco di Bologna Virginio Merola

ore 10.50Primo Binario – Stazione di Bologna: deposizione di corone alla targa che ricorda il sacrificio del ferroviere Silver Sirotti deceduto nella strage del treno Italicus

ore 11.15Piazzale EST – Stazione di Bologna: partenza del treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro, deposizione di corone alle lapidi che ricordano le vittime degli attentati ai treni Italicus e 904 Napoli-Milano. Interventi del Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni, della presidente dell’Associazione Familiari Strage Treno 904 Napoli – Milano Rosaria Manzo e di Massimo Gnudi, consigliere metropolitano con delega alle Politiche per l’Appennino bolognese.

ore 11.15 – Chiesa di San Benedetto – Via dell’Indipendenza, 64: Santa Messa, celebra Mons. Giovanni Silvagni , Vicario Generale Diocesi di Bologna

ore 11.30Piazzale Cotabo – Via Stalingrado 65/13: deposizione di corone al monumento in ricordo dei tassisti deceduti il 2 agosto 1980

dalle ore 16,30 – Centro sportivo Barca - Via Raffaello Sanzio 8/2: 12a edizione “Lo sport ricorda” triangolare di calcio fra le squadre del Consiglio comunale di Bologna, RFI Bologna, COTABO

ore 21.15 – Piazza Maggiore – concorso internazionale di composizione 2 agosto – XXI edizione

Dedicato a partiture per voce recitante e orchestra eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna – direttore Vito ClementeSaranno eseguite le composizioni vincitrici:

Prima classificata:“The Checkered Citydi Vahid Jahandari (Iran)

Seconda Classificata: Mare Monstrum, Verso Luce” di Paolo Cognetti (Italia)

Terza Classificata: The Red Apple of the Sun” di Alvand Jalali Jafari (Iran)

Resistenza” un progetto di Valerio Corzani, Cinzia Venturoli, Fabrizio Festa su commissione del Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto” in occasione del 70° anniversario della Resistenza – musiche di Giovanni Mancini, Elvira Muratori, Roberto Prezioso, Davide Fensi – esecuzione Orchestra Teatro Comunale e MaterElettrica voce recitante Moni Ovadia – in collaborazione con la scuola di Musica di Fiesole, il conservatorio di Matera e la scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrore.

Il concerto sarà trasmesso in diretta da Radio Rai  3 e in differita da Rai 5 il giorno 6 agosto alle ore 21.15.

Al termine proiezione del film “LA LINEA GIALLA – Bologna, 2 agosto” una produzione La Repubblica e Movie Movie, da un’idea di Aldo Balzanelli – soggetto e sceneggiatura Emilio Marrese, regia di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, con Valentina Lodovini, Olga Durano, Ivano Marescotti, Bob Messini, Orfeo Orlando, Tommaso Ramenghi, Eraldo Turra, Rolando Ravello, Francesco Brandi, Francesco Mastrorilli e con la partecipazione di Francesco Guccini e Clara Zurlini, fotografia Gian Filippo Corticelli, suono e montaggio Stefano Barnaba, musica Paolo Fresu e Lo Stato Sociale ( Italia 2015, durata 68′)

La verità vi farà liberi. E la verità illumina la giustizia

“La verità illumina la giustizia” recita lo slogan scelto per la XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa dall’associazione Libera e che si terrà il prossimo 21 marzo, a Bologna.

Dopo la prima manifestazione del 2003 a Modena, è la seconda volta che Libera organizza la manifestazione nazionale in Emilia Romagna, e caso vuole che non avrebbe potuto scegliere anno migliore. Proprio in queste ultime settimane il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine si è abbattuto su una delle regioni del nord dove le mafie sono più che radicate tanto da essere definita dalla Procura Nazionale Antimafia, “Terra di mafia”.

Undici le mafie presenti ( qui trovate un po’di materiale prodotto negli anni scorsi. Quima anche quioltre che qui e qui se non bastasse) che con forti alleanze si sono spartite soldi e territorio, all’insaputa di molti, dato lo stupore generale all’indomani della maxi operazione di polizia “Aemilia”.

In realtà c’é chi l’ha sempre saputo (chi ha scritto i dossier riportati sopra e I Siciliani giovani per esempio), l’ha scritto e divulgato. Ed ora non canta vittoria ma si dispiace perché non é stato ascoltato e perché tutto ciò si sarebbe potuto evitare. Ed anche la Chiesa ha le sue colpe. Se si fosse affrontato il problema piuttosto che gridare al pericolo di danneggiare il turismo (così come ha fatto il parroco di Brescello, don Evadro), se si fosse posta attenzione veramente (siamo ancora in tempo, eh) al problema delle mafie, magari non saremmo nella situazione in cui ci troviamo oggi.

Ma anche nella Chiesa, così come nella politica, non sono tutti uguali. Per un Sindaco che parla di Francesco Grande Aracri come “uno gentile e molto tranquillo” c’è un altro politico che già alcuni lustri fa (Massimo Mezzetti, oggi assessore regionale alla Cultura con delega alla legalità) non perse tempo a denunciare la presenza del fenomeno mafioso in regione. E per una Chiesa che tentenna sull’argomento, ce n’é un’altra come quella dell’arcidiocesi di Bologna, nella persona del suo vicario, mons. Silvagni, che non si é tirata indietro ad affrontare l’argomento e don Giovanni, la cui voce autorevole è presente nel mio libro “L’eucaristia mafiosa – La voce dei preti”, parlava delle mafie in regione e a Bologna. Ma questo lo sa bene anche don Mario Fini, che abbiamo avuto il piacere di conoscere durante una delle presentazioni nella città felsinea. Ed é a loro che mi rivolgo, sperando poi in un’azione corale, affinché il prossimo 21 marzo siano presenti e vivi all’interno di quel corteo tra i tanti giovani ed i familiari delle vittime di mafia, della stazione di Bologna e della strage di Ustica, che insieme si stringeranno nel primo giorno di primavera.

La Chiesa deve fare sentire la sua voce. E quanto sarebbe bello sentire parole forti e giuste (e magari poi seguite dai fatti) da quel palco in Piazza VIII Agosto.

“Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” dice il Vangelo di Giovanni. E la verità illumina la giustizia.

Bergoglio, la Chiesa e i mafiosi

bergoglio

di Salvo Ognibene

http://salvatoreognibene.blogspot.it/

 

Si è conclusa da poco a Latina la XIX edizione della Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico. Quest’anno la manifestazione ha avuto un ospite d’eccezione, Papa Francesco. Si è trattato di un evento storico. Bergoglio ha incontrato i familiari delle vittime di mafia e durante l’incontro ha lanciato un appello agli uomini e alle donne di mafia: “Per favore cambiate vita, convertitevi, fermatevi di fare il male!”.

Parole importanti che evocano il grido di Giovanni Paolo II di ventuno anni fa nella Valle dei Templi, ad Agrigento. Cos’è cambiato in questi vent’anni? Come si è rapportata la Chiesa nei confronti della mafia e dei mafiosi? Ci sarebbero molte cose da raccontare ma vorrei limitarmi a sottolineare soltanto due fatti: la beatificazione di don Pino Puglisi da un lato, ed il sostanziale immobilismo dall’altro.

Le prime pagine dei giornali sono state occupate dall’incontro di Francesco con i familiari delle vittime di mafia ma nessuno ha ricordato che i mafiosi non sono mai stati scomunicati. Nessuno ha ricordato che i loro funerali vengono ancora celebrati in pompa magna con le dovute complicità degli uomini di Chiesa, sempre che non intervenga il divieto della Questura per motivi di ordine pubblico e salvo quanto avviene nella diocesi di Acireale dove il vescovo Raspanti li ha vietati per coloro i quali siano stati condannati per fatti di mafia, a meno che non abbiano mostrato segni di pentimento prima della morte. Nessuno ricorda che sarebbe bene chiarire alcune vicende legate allo IOR ed in particolare durante la presidenza del cardinale Marcinkus. E potremmo continuare.

Rimane una giornata storica quella del 21 marzo di quest’anno ma in paese normale giornate come questa sarebbero la regola e non l’eccezione. Così come la verità, la memoria e l’impegno.

 

Con Massimiliano Perna e Fabio D’Urso avevamo lanciato un appello agli uomini di buona volontà (e di fede)  poche settimane fa. Si fa sempre in tempo a riprenderlo (lo trovate qui)

8 marzo: festa della donna o giornata della donna?

 

Qui il nostro mensile dedicato alle donne

 

Di Salvo Vitale

Le femministe degli anni ‘70 ci tenevano a dire che l’8 marzo è la giornata della donna e non la festa della donna. Dietro questa data esistono versioni diverse. La tradizione socialista faceva risalire l’origine di questa giornata al grande sciopero parigino dell’8 marzo 1848. In Italia, a partire dagli anni 50 cominciò a diffondersi una versione diversa. Nel 1952 il settimanale bolognese La Lotta scrisse che la data si riferiva a un incendio scoppiato in una fabbrica tessile di New York l’8 marzo 1929, in cui sarebbero morte 129 giovani operaie, in gran parte italiane ed ebree, che minacciavano uno sciopero e che, per ritorsione, erano state fatte chiudere dentro dal padrone, il quale avrebbe poi ordinato di dar fuoco alla fabbrica. Nel 1978 troviamo sul giornale Il Secolo XIX che l’episodio era successo a Chicago, mentre, qualche anno dopo, nel 1980, La Repubblica scriveva che l’incendio era successo a Boston nel 1898. In tempi più recenti, nel 1982, sul giornale “Noi Donne” è stato scritto che l’incendio era effettivamente scoppiato a Boston, ma nel 1908 e che le operaie morte sarebbero state 19.  Da altre fonti sappiamo anche che la fabbrica era l’industria tessile Cotton e che il proprietario sarebbe stato un certo mister Johnson. Ebbene, da tutte le ricerche effettuate non esistono prove e documenti che confermino questo orribile episodio. Secondo Piero Errera il falso storico sarebbe stato inventato e diffuso dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, per dimostrare la cattiveria del capitalismo americano. Di sicuro si sa che nel 1911, cioè un anno dopo la data d’inizio della “festa”, a New York, nella Triangle Shirtwaist Company, scoppiò un incendio, non doloso, che, favorito dalle scarse condizioni di sicurezza e d’igiene della fabbrica, causò 140 morti, non tutte donne, i proprietari della fabbrica Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile. Ma soprattutto l’8 Marzo non ha nulla a che fare né con lo sciopero delle lavoratrici, che iniziò il 22 Novembre 1909 né con l’incendio della fabbrica,che avvenne il 25 Marzo 1911.

Il richiamo a un tragico fatto, sulla cui esistenza esistono seri dubbi, sarebbe già sufficiente a proporre la data dell’8 marzo come una giornata di riflessione sull’eterna questione femminile e non come una festa. Passati gli anni 70 le donne non sfilano più in corteo e le più assatanate non gridano più “Maschio represso, ti taglieremo il sesso”. Anche perché ci sarebbe da discutersela. Una falsa concezione del rapporto uomo-donna una volta tendeva a generare conflittualità interna ai due sessi, senza accorgersi che la conflittualità è tra le classi sociali, indipendentemente dal sesso. Così è rimasta la questione delle pari opportunità, Sono rimasti enormi vuoti nell’occupazione femminile e nella creazione di strutture che permettano alle donne di esplicare il loro doppio ruolo di madri e di lavoratrici. In politica è ancora enorme lo strapotere maschile e il modello maschile, quello di chi porta i pantaloni, rimane ancora il punto di riferimento per molte donne che vogliono far carriera.

Sul Corriere della sera dell’9 marzo 2011 oggi c’era un articolo in cui  Stefania Sandrelli diceva che il tempo delle cene, lasciando per una sera i mariti a casa, è finito e che bisogna fare i conti con la crisi, della quale le donne stanno pagando in maggior misura lo scotto.

Per contro le donne nostrane, ( a onor del vero non tutte), aspettano questa data per esibire il rametto di mimose e per occupare tutte le pizzerie e i  ristoranti della zona, magari per assistere allo spogliarello di qualche furbacchione che, imitando il modello e le movenze femminili, ci rimedia qualcosa. E  in questo le donne sono andate più avanti degli uomini, perché non risulta che, nei locali della zona si effettuino spogliarelli femminili. Per un bungabunga in grande stile bisogna arrivare ad Arcore. C’è una curiosità che i poveri maschi non potranno soddisfare: lo spogliarellista si toglie anche le mutande? Auguri a tutte le donne!!!!!

Articolo pubblicato su Telejato