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Numero 25 Novembre 2014

“L’origine mitica della cultura latina della grande Roma, che ha il suo

massimo cantore in Virgilio, è generata dall’arrivo sui lidi italici di un rifugiato politico,

Enea. Perché cos’altro fu Enea se non un rifugiato in fuga da una guerra perduta per salvare

la sua gente? E la sua lunga peregrinazione che lo portò di luogo in luogo fin da noi, che cosa

fu se non una migrazione con i “barconi” a remi e a vela di allora? La leggenda fondativa

della nostra civilizzazione nasce dal meticciato di un rifugiato politico migrante, con

un’autoctona italico-latina. E se cerchiamo altre radici costitutive, incontriamo il poema

omerico di Odisseo, viaggiatore incessante, eroe vittorioso che diventa rifugiato-migrante

e non smette di viaggiare con Dante secoli dopo e con Joyce, dopo altri secoli a seguire.

Se fossero stati varati provvedimenti restrittivi ai suoi spostamenti, non avremmo avuto

l’Odissea.” Moni Ovadia

 

 

Il Ladrone Verde

La Lega Nord è stata tradita dal suo uomo simbolo nonché fondatore, Umberto Bossi.

A 20 anni di distanza dalla fondanzione del partito del nord, Umberto Bossi lascia il comando a un triumvirato composta da Roberto Maroni, Manuela Dal Lago e il sobrissimo Roberto Calderoli che simbolicamente possono rappresentare l’attaccamento allo Stato, alla base e  alla scelleratezza fine a se stessa.

Ogni leghista ragionevole dovrebbe riflettere sullo scandalo che sta investendo il partito verde e sulle parole di Bossi che sembrano un  mea culpa:” Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti“. Questa volta, infatti, non è uno Scilipoti ad esser beccato con le mani nella marmellata, ma piuttosto un Berlusconi, un leader di partito che frastorna l’intera base e tutti i suoi sostenitori.

Umberto Bossi da ventanni a questa parte non ha fatto che ripetere lo slogan “Roma Ladrona” per ritrovarsi all’interno di uno scandalo che lo definisce un vero e proprio ladro e che lo rende completamente uguale ai politici della Prima Repubblica che lo han portato alla ribalta proprio grazie alla facilità di prendere soldi illecitamente.

Come ogni cosa in Italia, anche questa verrà dimenticata. Magari la Lega perderà un po’ di consensi ora, ma se saprà giocarsi le proprie carte potrà ritornare alla ribalta entro poco tempo. O almeno questo è quello che accadrà se i leghisti onesti non decidono di impugnare le redini del partito.

La destra italiana, ma il generale tutta la politica del Bel Paese, ha proprio bisogno di loro, di persone oneste che non vedano nel proprio leader politico una divinità e che lo critichino apertamente costringendolo anche alle dimissioni. Sarebbe stato opportuno vedere la base leghista attaccare il proprio segretario e chiedergli le dimissioni ancora prima che Bossi avesse deciso di uscire dalla porta e rientrare dalla finestra divenendo Presidente del partito.

In un momento così delicato, non esiste destra e sinistra, ma la politica si divide soltanto in persone oneste e disoneste e gli elettori scelgono chi votare soltanto in base alla fiducia che ripongono nella buona fede del politico. Per questo un elettore di destra attualmente non può votare secondo la propria ideologia politica, perché se è fuori di senno votare Berlusconi credendo alla sua onestà, ora è accertato che è anche una pazzia votare Lega Ladrona.

12/01/2012

di Salvo Ognibene

http://salvatoreognibene.blogspot.it/

10 dicembre 2009 la Camera dei deputati salva Cosentino dall’arresto.

22 settembre 2010 la Camera dei deputati ha negato l’uso delle intercettazioni nelle indagini di Roma.

12 dicembre 2011 la Camera dei deputati salva Cosentino dall’arresto accusato dai pm napoletani di riciclaggio e corruzione con l’aggravante del metodo mafioso.

Il giudice delle indagini preliminari Egle Pilla lo definisce «il referente nazionale» delle cosche casalesi e Francesco Schiavone “Sandokan” disse che “era amico” di Nicola Cosentino.

“Nick o’ mericano” è parente acquisito di diversi camorristi: suo fratello Mario è infatti sposato con Mirella Russo, sorella del boss dei casalesi “Peppe O’ Padrino”, che sta scontando un ergastolo per omicidio e associazione mafiosa; un altro fratello è sposato con la figlia del boss Costantino Diana.

Niente male, questo è solo gossip però. Mica è reato avere dei parenti mafiosi.

Ma i pm di Napoli non hanno niente di meglio da fare che occuparsi di Cosentino e chiederne l’arresto?

Già, per esempio potrebbero chiedere l’arresto per tutti quei familiari di vittime di mafia che oggi hanno ruoli pubblici, che ne direste? Pensateci un po’, in fondo potremmo invertire la mafia con l’antimafia.

Del resto sia Liggio che Dell’Utri lo gridarono ad alta voce: “se esiste l’antimafia vorrà dire che esiste pure la mafia”. L’Italia infatti è un paese strano, prima è nata l’antimafia e poi la mafia.

Potremmo legalizzare la mafia, che tra le varie cose con un fatturato annuo di 140 miliardi, è di gran lunga la prima azienda in Italia, martoriarla con un po’ di tasse così da poter mettere i conti in regola e poi potremmo criminalizzare l’antimafia. Facendo due conti avremmo meno morti ammazzati, meno associazioni impegnate, niente “Addiopizzo”, “niente Ammazzateci tutti”, niente “LiberoFUTURO”, niente “Radio Siani” niente “Gomorra”, niente mobilitazioni in favore di Telejato, niente scorta e mobilitazioni  on-line per Giovanni Tizian, niente “scassa minchia”, niente di niente.

Se la mafia venisse legalizzata saremmo tutti più ricchi e la “padania” sarebbe la regione più povera perché lì la mafia non esiste.

Ed invece no, tutto rimane così ed i gattopardi colpiscono ancora “cambiare tutto per non cambiare niente”

Non vi scordate questa giornata, non può finire nel dimenticatoio. Scrivetevelo, 12/01/2012.

12/01/2012.