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Al via consulta legalità E-R e un milione interventi

(ANSA) – BOLOGNA, 3 AGO – Tratto dal sito di ANSA Legalità

 

Un pacchetto di provvedimenti sul tema della legalità e della sicurezza “nella direzione di dare un segnale ben preciso”. Perché, come ha ribadito il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, “la lotta alle mafie sarà uno dei pilastri dell’azione di governo di questi anni”. Sono stati presentati in Regione interventi per la prevenzione dell’infiltrazione, la sicurezza urbana, la promozione della legalità e la polizia locale in tutte le province e l’avvio del lavoro della Consulta per la legalità che coinvolgerà, tra gli altri, l’avvocatessa Vincenza Rando, responsabile dell’ufficio legale di Libera e il docente di storia della criminalità organizzata e delle mafie italiane, Vincenzo Ciconte.


“Oggi presentiamo un pacchetto di proposte – ha detto Bonaccini, che ha presentato questi interventi insieme all’assessore Massimo Mezzetti – partendo dal finanziamento di un milione per progetti, come avevamo promesso e garantito, su tutti i temi che riguardano la lotta all’illegalità, la prevenzione e la diffusione di una cultura per il rispetto delle regole”.

In particolare oltre 774 mila euro serviranno a finanziare gli ampi interventi e progetti previsti nei 34 accordi di programma per la promozione della legalità, la prevenzione dell’infiltrazione mafiosa, il recupero dei beni confiscati e la sicurezza urbana, mentre più di 136 mila euro sosterranno i 15 nuovi progetti di promozione della Polizia locale e 123mila euro finanzieranno interventi per l’adeguamento delle Polizie locali agli standard di servizio fissati dalla Regione e previsti da precedenti accordi pluriennale.

In prospettiva Bonaccini e Mezzetti hanno spiegato come l’obiettivo è quello di arrivare alla stesura del Testo Unico della legge contro le mafie e per la legalità che si punta ad approvare in assemblea entro la prossima primavera. E per la sua stesura (che dovrebbe essere completata entro l’inizio del 2016) sarà coinvolta anche l’avvocatessa Rando. Tra i temi che saranno affrontati anche quello degli appalti, con l’auspicio del superamento del meccanismo del massimo ribasso. (ANSA).

Ravenna, 11-14 febbraio: “Per non morire di gioco d’azzardo”

azzardopoli

 

Mercoledì 11 febbraio
• Casa Circondariale di Ravenna
ore 9.30 Teatro delle Albe: Il giocatore di Marco Martinelli
ore 10.45 Game Over, documentario di Fabrizio Varesco
ore 11.40 Dibattito coordinato dal Gruppo dello Zuccherificio

Giovedì 12 febbraio
• Ore 11 – Palazzo del Cinema e dei Congressi
Game Over, documentario di Fabrizio Varesco
• Ore 15 – VulKano
Teatro delle Albe: Il giocatore di Marco Martinelli
• Ore 21 – Palazzo del Cinema e dei Congressi
Proiezione dei documentari presentati in sala dai registi:
– Rifiutati dalla sorte e dagli uomini di Vieri Brini e Emanuele Policante
– All in di Annalisa Bertasi e Chiara Pracucci

Venerdì 13 febbraio
• Ore 11 – Teatro Rasi
A carte scoperte, conferenza-spettacolo del Gruppo dello Zuccherificio
Intervento di membri del gruppo Giocatori Anonimi di Ravenna
• Ore 15 – VulKano
Teatro delle Albe: Il giocatore di Marco Martinelli
• Ore 18 – Teatro Rasi
Riflessioni ed analisi sul gioco d’azzardo a Ravenna
Incontro con Giacomo Costantini (rappresentante di Confesercenti), Barbara Gnisci (psicologa), Vittorio Foschini (responsabile SERT Ravenna), Giovanni Paglia (deputato Sel), Gianni Savron (psicologo)
• Ore 21 – Teatro Rasi
Game Over, documentario di Fabrizio Varesco, presentato in sala dal regista

Sabato 14 febbraio
• ore 10.30 – 13 / 15 – 18 – Teatro Rasi
Per non morire di gioco d’azzardo
Convegno coordinato da Riccardo Bonacina direttore del settimanale no-profit Vita
Intervengono Graziano Bellio (past president ALEA), David Beronio (regista e direttore di Teatro Akropolis), Mauro Croce (sociologo e fondatore ALEA), Dario De Toffoli (fondatore di StudioGiochi e blogger de Il fatto quotidiano), Marco Dotti (scrittore, giornalista e docente dell’Università di Pavia), Maurizio Fiasco (sociologo e consulente della Consulta nazionale delle Fondazioni Antiusura), Massimo Manzoli (fondatore del Gruppo dello Zuccherificio), Marco Martinelli (regista e drammaturgo del Teatro delle Albe), Clemente Tafuri (scrittore, regista e direttore di Teatro Akropolis), Aldo Terrin (professore emerito Istituto di Liturgia Pastorale di Padova), Fabrizio Varesco (documentarista), Associazione Giocatori Anonimi

• Ore 20 – VulKano
Teatro delle Albe: Il giocatore di Marco Martinelli

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
pernonmoriredigioco@gmail.com facebook: per non morire di gioco d’azzardo

Ravenna Teatro: tel. 0544 36239 (lun. dalle 15 alle 18, da mar a ven dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) http://www.ravennavisoinaria.com

Ravenna Cinema tel. 320 9022548, ravennacinema@gmail.com ,http://www.ravennascreen.it

Gruppo dello Zuccherificiogruppodellozuccherificio@gmail.com,http://www.gruppodellozuccherificio.org

Biglietti per Il giocatore:
posti limitati . prenotazione consigliata al 333 7605760
intero – 8€
ridotto soci Coop Adriatica, Arci, Abbonati alla Stagione di Prosa, under30 e over65 – 5€
Le proiezioni dei documentari, gli incontri e il convegno sono a ingresso libero. Gli eventi presso la Casa Circondariale sono riservati agli studenti degli istituti superiori.

Luoghi
Casa Circondariale di Ravenna via Port’Aurea 57, Ravenna
Palazzo del Cinema e dei Congressi Largo Firenze 1, Ravenna
Teatro Rasi via di Roma 39, Ravenna
VulKano via Cella 261, San Bartolo, Ravenna (per accedere a VulKano
è necessario sottoscrivere la tessera associativa di 0.50€)

Agevolazioni fiscali per gli imprenditori stranieri? Solo favole: sono più umili e sconfiggono la crisi nella legalità

agevolazioni fiscali bologna

Dall’ultimo mensile di DIECI e VENTICINQUE (scarica)

di Gianluca Di Matia

 

Le imprese straniere non hanno alcuna agevolazione fiscale. A confermarlo Fosco Corradini, Responsabile delle politiche per l’Immigrazione della Cna, che contribuisce a sfatare uno dei tanti miti che aleggiano intorno alle imprese guidate da extracomunitari. Leggende che nascono dall’incapacità di buona parte degli italiani di comprendere il perché mentre le imprese nostrane vengono abbattute dalla crisi quelle a guida immigrata crescono e proliferano. Prima di andare a cercare di dare una risposta a questo quesito, è bene partire dai dati. Secondo il Rapporto “Immigrazione e Imprenditoria 2014” dell’Idos, tra la fine del 2011 e la fine del 2013, le imprese extracomunitarie registrate negli elenchi camerali sono aumentati del 9,5%, quelle a guida italiana sono diminuite dell’1,6%.
Questi dati sono visibili anche nella vita di tutti i giorni, anche passeggiando per le strade di Bologna e accorgendosi dei numerosi alimentari bangladesi o pakistani ad ogni angolo di via. Dati in merito particolarmente rilevanti ci vengono forniti dal dossier “Le imprese a Bologna nel 2013”, elaborato dal Comune felsineo: in dieci anni, dal 2003 al 2013, il numero degli imprenditori stranieri titolari di imprese individuali è passato da 3.008 a 6.984, con un aumento pari a oltre il 130%. Insomma, a Bologna un quinto degli imprenditori individuali è straniero. Di questi, quattro su dieci sono di provenienza asiatica, che si assesta così come la comunità più consistente nel capoluogo emiliano, protagonisti inoltre di una crescita continua che tra il 2012 e il 2013 si è consolidata su un +9,6%. Per quanto riguarda i settori in cui i titolari extracomunitari sono più presenti, vi è in primis quello del commercio (37,9% del totale), cui seguono quello delle costruzioni (18,8%) e delle attività di alloggio e ristorazione (14%). Da segnalare una crescita importante del settore dei servizi (+7,5%), tipicamente in mano a titolari nostrani. Per quanto concerne la comunità bangladese, che è quella maggiormente percebile a Bologna (sebbene non la più numerosa), i dati di UnionCamere dimostrano una significativa propensione all’imprenditoria supportata inoltre da dati su scala nazionale contenuti nel dossier “La collettività bangladese in Italia” elaborato per conto del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, nei quali si evince come il numero delle imprese individuali abbia superato ormai le 18.000 unità.
Resta da capire qual’è l’antidoto contro la crisi usato dagli extracomunitari. Sempre secondo Fosco Corradini – interpellato per l’occasione da DiecieVenticinque – “il dato di fatto è che le imprese straniere crescono e resistono di più. Che possibilità hanno gli extracomunitari di tornare indietro? Nessuna, li aspetterebbero la guerra e la povertà. Per questo motivo si adattano a condizioni lavorative che ormai la maggior parte degli italiani disprezza”.
Il tutto nel profilo della legalità?
“Sì, sebbene il più delle volte rasentano il limite. Molte Partite Iva in realtà sono dei lavoratori dipendenti camuffati, guadagnano di meno ma questo consente di rinnovare il permesso di soggiorno. L’alternativa quale sarebbe? Il lavoro nero o lo spaccio di cocaina”.
Uno dei tanti risvolti positivi nei riguardi dell’economia è la mole di rimesse che ogni anno questi lavoratori e imprenditori mandano nei propri Paesi. L’Italia guadagna qualcosa?
“Per quanto riguarda questo profile no. Il nostro Paese guadagna nel momento in cui questi soggetti versano all’Inps contributi per circa 9 miliardi di euro. Una cifra gigantesca senza la quale i nostri pensionati resterebbero senza un soldo”.

Numero 23 Maggio 2014

 

Bologna: prendete 3 bottiglie di Moretti, spaccatele in Piazza Verdi, aggiungeteci 2 bicchieri di pignoletto invecchiato pochi mesi, un pizzico (anche 2) di ganja, un gruppo bello nutrito di punkabestia e una decina di pisciate sui muri del Comunale e walà…