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MET: la nuova casa delle Arti Meticce

Di Rossella Vigneri


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Nel quartiere Navile, accanto alla Casa del Popolo sede dello storico Circolo ArciBrecht, dentro al supermercato Coop di via Gorky 6, è nato MET – Meticceria Extrartistica Trasversale, la nuova casa del collettivo Cantieri Meticci. 

Dopo anni di viaggi (da Lampedusa a Pozzallo fino a toccare Teheran), spettacoli itineranti, laboratori diffusi, per la compagnia teatrale nomade e meticcia, composta da attori provenienti da oltre venti paesi, inizia una nuova avventura in un luogo unico in città, allestito dagli artisti e gli scenografi di Cantieri Meticci con materiali di riciclo e una fervida immaginazione. Cento cassoni, che un tempo contenevano cipolle, sono diventati scaffali, palcoscenico e sedute per gli spettatori; vecchie porte abbandonate hanno ripreso vita come pannelli espositivi e antiche cassettiere da tipografo adesso compongo il bar del Circolo Arci. Un lavoro collettivo, iniziato nell’autunno del 2016 grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0, Arci e Fondazione Robert Bosch,  e portato avanti con l’aiuto di attori, allievi dei laboratori, giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti. 

Aggirandosi nello spazio appena inaugurato, tra gli Atelier Aperti (stanze dedicate a laboratori di fumetto, video mapping, stop motion, etc.) e istallazioni visive e sonore, guardando i ponti sospesi al soffito e i dipinti alle pareti, la prima sensazione è di meraviglia come davanti a un paesaggio mai visto. Uno scena16523095_10211208501875796_145393492_orio fantastico, visionario ma che porta in se’ tracce di storie e memorie reali, segni di incontri tra idee, visioni e culture. In un mondo che insiste a innalzare muri e respingere chi viene da lontano, MET rappresenta il luogo del dialogo e dello scambio tra cittadini, migranti e arti, dove le differenze diventano ricchezza da vedere, ascoltare e riconoscere. Un “campo da gioco” che lascia spazio all’immaginazione e alla creatività dei visitatori, senza imporre nulla ma fungendo da ponte tra linguaggi e forme artistiche, dove, come per magia, un vecchio schedario diventa un Archivio PoPolifonico che permette a cittadini di depositare le loro storie e ai visitatori di riascoltarle. MET ospita anche un teatro da 90 posti, una sala prove, una Collageria – dove bambini e adulti coopereranno con artisti di tutto il mondo per realizzare grandi collage collettivi da esporre in città – e un RiStoryArte, in cui, grazie a grandi tavoli che sono anche schermi interattivi, andranno in scena eventi ibridi, una miscela tra ristorazione, narrazione e video arte. 

A partire da febbraio e per tutto l’anno si organizzeranno laboratori di danza e teatro (in lingua araba, cinese, farsi, francese, spagnola e portoghese), residenze artistiche, video installazioni e troveranno spazio gli spettacoli prodotti dalla compagnia Cantieri Meticci diretta da Pietro Floridia (da non perdere: “Il violino del Titanic” e “Gli Acrobati”). Al MET saranno presentati anche gli esiti finali dei laboratori del progetto Quartieri Teatrali, un percorso di teatro urbano diffuso che ha coinvolto in due anni oltre 600 persone – tra studenti, migranti, rifugiati e richiedenti asilo – in spazi sociali e centri di accoglienza della città.

Un programma ricco, aperto a innesti e contaminazioni, destinato a crescere e mutare a seconda dei desideri e saperi di chi lo attraverserà, e che speriamo saprà contaminare tutta la città, superando confini,  diffidenze e intolleranza. 

L’ingresso al MET è gratuito con tessera Arci. Per tutto il mese di febbraio l’accesso agli Atelier e ai workshop sarà a offerta libera. 

Per conoscere il programma: www.cantierimeticci.it