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Il Paese del suffragio immobile

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Articolo 48 della Costituzione Italiana

 E’ incredibile anche solo pensarlo, ma per i fuori sede italiani c’è un problema ancor peggiore che rifarsi il letto ogni giorno, prepararsi pranzo e cena o fare la fila in banca per pagare le tasse universitarie. Questa inceppo è dato dalla legge italiana e non dalla pigrizia di uno studente universitario o dall’incapacità organizzativa nel gestire il proprio tempo di un lavoratore costretto ad allontanarsi dalla propria famiglia. Tale limite è l’impossibilità di voto ai fuori sede.

 La Costituzione italiana per mezzo dell’articolo 48 garantisce un diritto inalienabile per il cittadino del Bel Paese. Esso è il suffragio universale : “ Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età“.

Nonostante le grandi lotte per garantire tale diritto, ancora il meccanismo non sembra totalmente oleato. Infatti, la legge italiana nonostante tutto fa delle differenze tra cittadini. E mentre si parla di concedere o meno il voto agli stranieri residenti in Italia, ci si dimentica di chi è forestiero nel proprio Paese. Tenendo conto solo degli studenti fuori sede ( non dimentichiamoci dei lavoratori) secondo una ricerca, in Italia sono 286.353 gli studenti attualmente iscritti in Università di regioni diverse dalla loro; in totale: il 19,28% di tutti gli studenti universitari studia fuori dalla propria regione. (Fonte Miur)

Sempre per l’articolo 48 della Costituzione,  il diritto di voto non deve essere limitato e anzi deve essere favorito. Questo in Italia non viene fatto. Gli studenti e i lavoratori fuori sede sono costretti a ogni elezione a spostarsi dalla città in cui svolgono la propria funzione di utilità sociale quale può essere lo studio o il lavoro per esigere il proprio diritto ( e dovere ) sociale, cioè il voto.

Inoltre, le agevolazioni previste per rientrare a casa per votare, come lo sconto sui biglietti ferroviari regionali, sono inadeguate ai tempi moderni e solo parzialmente utilizzabili, perché di fatto applicabili solo ai viaggi di breve raggio. Tra l’altro, questa riduzione non viene garantita per i voli aerei.

Una soluzione a questo enorme problema che sfiora l’incostituzionalità però esiste. In moltissimi Paesi dell’Unione Europea (Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Svezia, Irlanda, Lituania, Slovacchia, Danimarca, Belgio, Finlandia) è garantito il voto dei fuori sede per mezzo, per esempio, del voto per delega, per corrispondenza o in un diverso seggio.

Una soluzione è già pronta in Parlamento e porta la firma del Senatore dell’Italia dei Valori Francesco Pardi. Il disegno di legge 3054 è stato elaborato dal comitato IOVOTOFUORISEDE e prevede la forma del voto anticipato come soluzione a un problema durato sin troppo tempo.

E’ sensato dunque chiedere al governo italiano di mettersi al passo con i tempi e con i Paesi europei prendendo in seria considerazione il DLL 3054 che garantisce a tutti i cittadini italiani la possibilità di votare senza rocamboleschi movimenti al limite della logica umana.

Antonino Savalli

Firma l’appello di Siamo tutti Telejato

Firma l’appello di Siamo tutti Telejato

http://www.telejato.it/ComitatoSiamoTuttiTelejato.htm

 

Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità, impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, sollecita la costante attuazione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Se un giornale non è capace di questo si fa carico di vite umane. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze, che non è stato capace di combattere.
Giuseppe Fava