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DegradiAMO BOLOgna

Piazza Verdi

Dall’ultimo mensile di DIECI e VENTICINQUE (Degrado è Bologna)

di Andrea Pantaleo

Bologna: prendete 3 bottiglie di Moretti, spaccatele in Piazza Verdi, aggiungeteci 2 bicchieri di pignoletto invecchiato pochi mesi, un pizzico (anche 2) di ganja, un gruppo bello nutrito di punkabestia e una decina di pisciate sui muri del Comunale e walà… ecco che otterrete un fantastico sabato sera alternativo bolognese! La ricetta del sapersi divertire in maniera sana e nel rispetto del prossimo è molto semplice, e anche il cuoco provetto più lontano da “scuola Marretti” potrà riuscire in tutta tranquillità a sfornare tale delizia! Bologna è così, randagia fino al midollo! Eh si perché passeggiando per il “quadrato” delle Bermuda (Zamboni –Largo Respighi – Petroni – Piazza Verdi) si respira l’aria dei baccanali romani, dove masse di uomini e donne si riversano a fiumi, un po’ come l’alcol, sul pavè dell’antichissimo centro universitario bolognese, per dare vita ad uno spettacolo che vale assolutamente il prezzo del biglietto. Entrando nel cuore del centro storico balza alla vista uno spettacolo a tratti surreale: ragazzi e ragazze, più o meno giovani, si aggirano per le strade, barcollando visibilmente su se stessi, e il pallore dei loro volti fa credere al sobrio di turno, di trovarsi sfortunatamente in un episodio di“Resident Evil”. Stappate di bottiglia, tamburi suonati a guerra, porre accese come bengala, enfatizzano ancor di più lo scenario non troppo amicale descritto poc’anzi. Colori, rumori e profumi (dove per “profumi” non si intende ovviamente la fragranza muschio bianco dell’Arbre Magique) rendono “La dotta” il mondo dei balocchi tanto sognato dal buon Lucignolo e dal compare Pinocchio, dove tutto è concesso, dove non esistono regole e il buon costume diventa il nemico numero uno, da abbattere assolutamente. Signori, ve lo assicuro, vedere una donzella a “braghe calate” defecare sulle colonne del luogo in cui, un tempo, sorgeva la Domus Aurea dei Bentivoglio, è tanta roba! Per essere una zona franca che si rispetti è assolutamente proibito utilizzare i cestini per la raccolta dell’immondizia, urinare davanti ad una tazza bianca (meglio farlo in strada all’aria aperta guardando le stelle) e non imbrattare i muri del ‘500 con bombolette spray acquistate dal “tutto 1 €” sotto casa. Venire meno a questi precetti non farà di voi dei fighi che vanno controtendenza rispetto la massa, ma verrete messi alla forca e additati come potenziali reazionari di una reazione che è già a sua volta in atto! E dei furtarelli di biciclette con post vendita porta a porta annessa, ne vogliamo parlare? Bè, l’ufficio “smistamento pacchi delle poste” avrebbe tanto da imparare dall’organizzazione di questi maghi dell’import –export fai da te! E’ statisticamente provato che la propria bicicletta verrà rubata dopo poche ore dal suo acquisto, che avrà più passaggi di proprietà nel corso del tempo, che vedrà le dune del Sahara e le cascate del Niagara, per poi ritornare al suo originario proprietario e tutto ciò ha qualcosa di magico, di romantico, come i grandi amori che non muoiono mai. Insomma che state aspettando? DegradiAMO tutti insieme BOLOgna!!!

Soluzioni contro lo “scontro” piazza Verdi

Di Federico Ticchi

“Il degrado. Studenti che suonano cantano e urlano. Residenti che non riescono a dormire. Piazza Verdi è un porcile. Gli studenti sono solo dei nullafacenti che rovinano la nostra città ed impediscono a noi cittadini di riposarci e di vivere tranquillamente. I residenti sono solo dei vecchi appassiti rompiballe. Bologna non è un ospizio. Bologna non è un bordello. Gli studenti devono tornare a casa loro a fare casino. “

Annosa questione, quella di Piazza Verdi. A dire il vero, un po’ tutto il centro storico bolognese è sotto accusa, ma sicuramente l’arteria Piazza Verdi, via Zamboni, via Petroni rappresenta l’imputato principale.

Si è raggiunto il culmine la settimana scorsa, quando i Vigili Urbani, accompagnati da una squadra antisommossa hanno appioppato a due studenti chitarristi una sanzione amministrativa di 400 euro ciascuno, in ossequio all’ordinanza comunale che vieta categoricamente, dalle 22 alle 9, l’uso di strumenti musicali rumorosi, con una pena che parte dai 300 euro e può arrivare a 500 euro (vedi l’articolo della collega Sara Spartà).

C’è chi dice che la pena sia spropositata, che 400 euro siano troppi per degli studenti. Chi invece pensa che finalmente questa azione fungerà da deterrente, che adesso i giovani ci penseranno due volte prima di decidere di fare baldoria e rubare sonno ai residenti.

Ormai è un vero e proprio scontro. Nessuna delle due parti, giovani/studenti da un lato, residenti/cittadini dall’altro, si fermano ad ascoltare le ragioni dell’altro. Sembra che l’unica via sia quella che determini la soccombenza di una parte a favore dell’altra.

Ma noi non la pensiamo così. Noi di DIECI e VENTICINQUE pensiamo che l’unica soluzione sia quella della ragione, del dibattito, dello scontro inteso come confronto delle diverse opinioni, ragioni ed interessi, e non guerra fra due fazioni nemiche. Bologna è una grande città, che nel tempo ha saputo accogliere migliaia di studenti da tutto il mondo, dove l’integrazione studenti-cittadinanza è stata possibile ed anzi molti ex-studenti ex fuorisede hanno deciso di fermarsi qui per intraprendere la loro carriera lavorativa. Negli ultimi anni si è un po’ arenata, seguendo la moda dell’egoismo ed individualismo che antepone il singolo e i suoi interessi alla comunità. Ma ora sta cercando di risollevarsi. E sta a noi batterci per fare della nostra città un luogo vivibile ed accessibile a tutti. Dove non ci sia una parte soccombente ed un’altra vincente, ma dove tutti siano completi, tranquilli e rilassati.

Per questo invitiamo Voi, nostri lettori e non,bolognesi (inteso nel termine più ampio) e non, ad indicarci quali potrebbero essere le soluzioni per calmare gli animi e giungere ad un accordo. Anche le trovate che possono sembrare più semplici e stupide, in realtà potrebbero essere innovative e intelligenti.

Scriveteci a redazione@diecieventicinque.it

Intanto sabato sera ci sarà, non a caso, in Piazza Puntoni un flash-mob “pro movida” dalle 20 alle 21.50. “Sarà il nostro canto libero”. Qui l’evento su Facebook


Chitarre di troppo in Piazza Puntoni, scattano sanzioni per 800 euro

di Sara Spartà

Bologna – Sabato sera stonato per le vie del quartiere universitario in Piazza Puntoni.  Una ventina di ragazzi seduti in cerchio cantano accompagnati da due chitarre, niente schiamazzi, niente urla, niente spinelli, niente bottiglie. Si canta per passare la serata, in tranquillità. Ma a quanto pare anche questo disturba in questa calda estate bolognese appena cominciata.

I ragazzi raccontano : “Era da poco passata la mezzanotte quando circa quindici poliziotti in tuta antisommossa, cinque vigili urbani e una donna in borghese praticamente ci accerchiano chiudendo le “possibili vie di fuga”, via Zamboni da un alto e via delle Belle Arti dall’altro. Poi si avvicinano per chiedere le carte d’identità ai due ragazzi che avevano le chitarre. Senza dire una parola, senza darci nessun tipo di spiegazione, senza considerarci in alcun modo”.

I vigili urbani hanno proceduto a fare due verbali di 400 euro ciascuno. Per un totale di 800 euro di sanzione amministrativa a due studenti universitari. Questo secondo un’ordinanza che prevede un divieto assoluto tra le 22 e le 9 di fare uso senza autorizzazione di strumenti musicali rumorosi, con sanzioni che vanno dai 300 ai 500 euro, entrata in vigore dal 1° Marzo scorso.

“Noi abbiamo cercato di parlare con loro – proseguono – di chiedere spiegazioni su quello che stava succedendo, visto che ci sembrava una situazione paradossale. Abbiamo chiesto in tutti i modi di  non fare nessun tipo di verbale perché eravamo disponibili ad alzarci e tornarcene a casa, non avevamo voglia di fare storie. Non ci hanno neppure considerati, ascoltati, niente. Imperterriti hanno continuato a scrivere. Assurdo! Assurda questa storia e assurdo il modo in cui si sono comportati, accerchiandoci come se avessi fatto chissà cosa, secondo una modalità che di certo è stata del tutto spropositata rispetto alla situazione. Spropositata rispetto alla nostra disponibilità. Se volevano dare un segnale per dirci che le regole vanno rispettate potevano farlo anche con una sanzione non con due, visto che noi non lavoriamo siamo solo studenti. Come dobbiamo pagarle?” I ragazzi tengono a precisare che erano quasi tutti studenti assegnatari di borse di studio che vivono allo studentato Irnerio a due passi da via Puntoni.

“I poliziotti  hanno avuto un atteggiamento ostile, sono arrivati a spingere un ragazzo. Uno di loro ci ha consigliato vivamente di andarcene a casa, perché di li a poco sarebbe arrivata una pattuglia e che ci avrebbe schedati tutti e portati in questura. <<Vi consiglio di andarvene>> Ci ha detto proprio.”

Insomma, nessuna mediazione si è cercata e nessun tipo di comprensione verso il caso in questione. Questa è la cosa che lascia sbigottiti i ragazzi, che non dimenticano di sottolineare come poco efficaci siano nel complesso tutte le ordinanze che sono state emanate. In via Petroni e soprattutto in Piazza Verdi davanti al Teatro Comunale, il degrado regna sovrano. Punkabestia a tutte le ore del giorno e delle notte, che collassati dal caldo o dall’alcool stanno stesi sotto ai portici. E ogni giorno lo scenario non cambia, nessuno, a quanto pare ,vuole cambiarlo questo scenario. Imbrattano e sporcano e con i loro cani regalano al portico del teatro una puzza di piscio permanente mista a luppolo andato a male. Bologna è e resta la città permissiva  tollerante che tutti conosciamo, che cerca di integrare le diverse culture che convivono in questo luogo, anche se oggi non si riesce a trovare il discrimine tra le due facce di una stessa medaglia. Libertà contro vivibilità. Passeggiare per via Zamboni significa ormai contrattare col pakistano di turno che ti deve vendere accendini, vibratori, calzini, il ladruncolo che ti vuole rifilare l’ultima bici che ha appena rubato, chi ti deve convincere che la sua erba è la più buona, l’hashisc o la cocaina. Insomma storie di ordinaria quotidianità che rischiano di ribaltare le regole del vivere civile.

Una situazione che non viene tollerata dai residenti della zona, dalle famiglie in particolar modo,  che ogni mattina aprendo la porta di casa non sapranno mai che cosa o chi troveranno dormire davanti la loro porta. Con possibili bambini al seguito da portare a scuola la mattina presto e che dovranno sorbirsi lo spettacolo.

Insomma più controlli, più serietà, più bilanciamento riguardo a situazioni e trasgressioni.

Per ora quello che resta immutata è una situazione poco vivibile e i verbali da 800 euro da pagare, speriamo solo che in tutto questo ai ragazzi resti la voglia di cantare.