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Livorno,consegnato a Riccardo Orioles il premio Nesi

Di Michela Mancini (libera informazione)

Guardando l’aula gremita, Riccardo Orioles,  si rivolge agli studenti: «Lo Stato siete soprattutto voi, per questo sono contento di essere qui. La mafia quando vuole colpire lo Stato, colpisce le scuole. Ricordo un liceo di Locri, un posto abbandonato da dio, poverissimo. Ricordo quei professori così fieri dei loro ragazzi che mi mostravano la ricerca sulla Magna Graecia, e la loro espressione contenta. Quella è l’Italia.  Voi, dovete avere fiducia in voi stessi, perché qualcosa da dire ce l’avrete sempre».

Ieri a Livorno è stato consegnato al giornalista Riccardo Orioles il premio Nesi, alla sua seconda edizione. Il premio, istituito dall’omonima associazione, è dedicato alla memoria di Alfredo Nesi, il sacerdote toscano morto nel 2003 che ha dedicato la sua vita alla cura e alla formazione dei giovani .  Lo scorso anno,  è stato assegnato a Suor Carolina Iavazzo, tenace educatrice a fianco di don Pino Puglisi nella Palermo delle stragi.

Uomini e donne che formano coscienze, instancabilmente; che regalano ai giovani strumenti per tutelare il loro straordinario status di essere umani.  Questo è il premio Nesi.

Riccardo Orioles, parlando ai giovani studenti livornesi, ieri mattina, ha ribadito il senso della sua candidatura. Le parole del giornalista siciliano, non sono mai troppe, mai retoriche, sempre attente a chi le ascolta.  Gli studenti non si sentono lontani da lui, lo pensano come uno di loro. Riccardo non rappresenta il mondo degli adulti, quello abbottonato in giacca e cravatta: è piuttosto un ponte, tra le ambizioni dei giovani ad essere menti pensanti e la realtà da raccontare.

«Orioles è riuscito a coniugare coraggiosamente le sue indiscusse doti di professionista dell’informazione con un ostinato impegno antimafia che mai ha conosciuto interruzioni, tentennamenti o compromessi, sperimentando, per questo, pesanti minacce fino all’isolamento dai media ufficiali. [… ] Dalla metà degli anni 80 ha infatti associato al suo lavoro di giornalista una costante opera di formazione di nuove generazioni di giovani cronisti ai valori di un’informazione responsabile, consapevole cioè del suo peso determinante per l’emancipazione della violenza mafiosa, o viceversa, se corrotta, per la conservazione dello stesso sistema criminale di cui finisce per essere parte ».  Solo alcune delle motivazioni che spiegano perché fra tanti candidati, sia stato scelto proprio lui , Riccardo.

Roberto Rossi, redattore di Azione Non Violenta e collaboratore di Ossigeno per l’informazione (osservatorio per i cornisti minacciati), sottolineava ieri, come questo premio – consegnato appunto in una scuola, luogo che dopo i fatti di Brindisi, acquista un significato più profondo –  venga consegnato ad Orioles direttamente dalle mani della società civile. «Ogni cittadino deve essere informato, è un diritto sancito dalla nostra Costituzione. Con questo premio, riconosciamo il valore che l’informazione ha per la nostra democrazia. Don Diana affermava: “Per amore del mio popolo non tacerò”.  È stato ucciso per questo, e tanti come lui.  Riccardo, in quanto giornalista, usa la parola, non tace e lo fa in terra di mafia, dove è il silenzio a comandare. Attraverso il governo violento del territorio, le mafie decidono delle possibilità democratiche del territorio stesso.  La criminalità organizzata limita la libertà dei cittadini e quindi la possibilità di essere degli essere umani, resi tali dalla possibilità di agire liberamente.   Riccardo mi ha insegnato questi valori, io posso considerarmi un suo allievo: un giornalista in Sicilia o è antimafia o non lo è».  Ad accompagnare il giornalista siciliano anche un altro dei suoi giovani allievi, Salvatore Ognibene, redattore non solo dei Siciliani Giovani, ma soprattutto responsabile di Dieci e Venticinque, testata on line, nata proprio sotto la spinta di Riccardo Orioles. Dieci e Venticinque nasce e opera nel territorio bolognese, pur occupandosi anche di temi nazionali. Questo la dice lunga. Non ci sono luoghi immuni dal contagio mafioso. Creare dei presidi di antimafia in tutta Italia, ci spiega Salvo, è l’obiettivo dei Siciliani Giovani, il grande insegnamento di Riccardo: fare rete.

Nel corso della premiazione al liceo Enriques di Livorno, l’immagine di una nazione interamente assediata dalle mafie, comincia a delinearsi. Gli studenti di Livorno – ammettono –  della criminalità organizzata, ne sanno poco. Quello che hanno imparato lo devono a dei corsi tenuti dai volontari di Libera. Eppure continuano a sentire il fenomeno mafioso come una cosa lontana, estranea allo loro quotidianità. «Ne vorremmo sapere di più, anche per riconoscere il pericolo nel nostro territorio», afferma una ragazza  di non più di diciassette anni. La fame di informazione fa ben sperare.

La sorpresa arriva al termine della cerimonia. Scopriamo, con gioia e stupore, che il 23 maggio, per ricordare la strage di Capaci, ma soprattutto per dimostrare solidarietà ai ragazzi di Brindisi, gli studenti di Livorno hanno, da soli, organizzato una fiaccolata. Sono stati loro, dal basso, senza che nessun professore glielo suggerisse. Uno degli studenti  ha telefonato a Libera Livorno per dare inizio ad una mobilitazione. «Se fosse successo ad uno di noi?» Si domandava  e da quella domanda è nato il corteo delle 7 scuole, che sostituiva il normale precorso delle 7 chiese. La scuola, fucina di libertà, la scuola che affronta a testa alta chi vuole zittirla. Così a Livorno si comincia a parlare di campi confiscati alle mafie: alcuni studenti andranno a fare un campo scuola nei territori sottratti alle mafie.

La sorpresa che la mattinata di ieri ci ha fatto Livorno è proprio questa: credevamo di assistere alla premiazione di Riccardo Orioles per il suo impegno del formare le coscienze,  e invece abbiamo avuto la percezione che qualcosa nella coscienza di questi giovani, piccoli italiani sta nascendo. Qualcosa di estremamente bello. Occhi svegli e vigili. Questo è già sufficiente.  Ora il premio dato a Riccardo ha molto più senso.

 

Articolo collegato: A Riccardo Orioles il premio Nesi 2012

A Riccardo Orioles il premio Nesi 2012

Di Liberainformazione

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=17111

 

Il premio in memoria di Don Alfredo Nesi è stato assegnato al giornalista siciliano per il suo impegno nella formazione di giovani cronisti

 

«C’è un ragazzo bravo, uno serio. Uno con la faccia perbene, ho segnato qui il suo numero. E’ calabrese, viene da un piccolo paese ma studia a Roma. Ha deciso di fare un po’ di cose in estate in Calabria. Magari mettiamo su un ciclostilato, un dibattito. Una cosa così, insomma, una cosa antimafia. Segnati il suo numero, così vi mettete in contatto con lui. Si chiama Paolo».  Riccardo Orioles, molto più e molto meglio di un giornalista, ti coinvolge così, con semplicità, rigore e serietà, nella sua formazione al giornalismo e all’antimafia rivolta  ai ragazzi e alle ragazze che ha incontrato in questi anni, da quel suo ingresso al “Giornale del Sud”sotto la direzione di Pippo Fava, giornalista catanese ucciso dalla mafia nel 1984. Quarant’anni di antimafia sociale racchiusi in alcuni fogli A 4, rigorosamente piegati in orizzontale, con numeri, indirizzi mail, indicazioni, scritte fitte fitte. Lui che ha scelto come redazione la strada e come “colleghi” i giovani di oltre due generazioni “perchè – com’è solito dire –  loro  sono seri, quando li cerchi  ci sono”. Il giornalista antimafia è vincitore del Premio Nesi 2012, il riconoscimento istituito dalla Fondazione Nesi di Livorno volto a valorizzare persone ed associazioni che si sono distinte per il loro impegno socio-educativo in ambito civile e sociale.

Al giornalista siciliano, noto per la sua più che trentennale opera di denuncia del fenomeno politico-mafioso, il premio è stato assegnato «in virtù – dichiara Rocco Pompeo, presidente della Fondazione Nesi – del suo lungo e generoso lavoro di formazione, oltre che delle coscienze dei suoi lettori, anche dei tanti giornalisti che negli ultimi venticinque anni sono cresciuti professionalmente grazie alla sua gratuita e incondizionata dedizione».

Chi è Riccardo Orioles. Riccardo Orioles, nato a Milazzo (Me) nel 1949, ha mosso i primi passi nella professione sotto la guida di Giuseppe Fava, il giornalista assassinato dalla mafia a Catania nel 1984. Cronista di nera e giudiziaria al “Giornale del Sud”, nei primi anni Ottanta, sempre con Fava, affina le sue doti di giornalista d’inchiesta nel mensileI Siciliani”. Dopo la morte del direttore, nonostante le numerose minacce di morte, assieme ai colleghi rilancia il suo impegno nella denuncia dei rapporti tra politica, impresa, massoneria e mafia. Dalla metà degli anni Ottanta, ha associato al suo lavoro di giornalista, che lo ha portato nel ’94 a fondare il settimanale “Avvenimenti”, ad un costante lavoro di formazione di nuove generazioni di giornalisti dando vita a veri e propri laboratori giornalistici come  “I Siciliani Giovani” negli anni Ottanta, “La Catena di San Libero”“Casablanca” e “U Cuntu” nei decenni successivi, e ultimamente curando un nuovo ciclo editoriale de  “I Siciliani giovani”.

 Il Premio. Nella sua prima edizione, quella dello scorso anno, è stato assegnato a Suor Carolina Iavazzo, tenace educatrice a fianco di don Pino Puglisi nella Palermo delle stragi. E’ istituito dalla Fondazione Nesi in memoria di Alfredo Nesi, il sacerdote toscano morto nel 2003 che ha dedicato la sua vita alla cura e alla formazione dei giovani, fondando nel 1962 il Villaggio scolastico di Corea nell’omonimo quartiere popolare di Livorno e, dal 1982, fornendo assistenza educativa e sanitaria nella periferia di Fortaleza in Brasile.

Quando. La consegna del Premio Nesi 2012, con un assegno di 3000 euro, avverrà a Livorno in una data da definire nella prossima primavera.