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No Salvini, epifania di una protesta nonviolenta

Articolo di Alessandro Piro e Andrea Parolin – Servizio video di Alice Facchini e Giovanni Modica Scala

Del comizio di Salvini e Berlusconi a Bologna, tg e giornali si sono occupati abbondantemente. Così come degli scontri tra forze dell’ordine e centri sociali, nei pressi di porta Mascarella. In pochi hanno invece parlato di un gruppo di ragazzi che è riuscito ad accedere alla blindatissima piazza Maggiore e, strumenti, tamburelli e percussioni alla mano, ha messo in piedi una protesta alternativa. Musiche, canti e danze al grido di “Bologna meticcia”, in un clima di non violenza, hanno per un attimo regalato diversi colori ad una piazza fino ad allora di un’unica tonalità: verde.

Protagonisti della manifestazione pacifica sono stati i membri di Arte Migrante e Cantieri Meticci, gruppi che operano a Bologna, con l’obiettivo di includere migranti e persone in difficoltà attraverso l’arte. Con i volti tinti di nero e gli strumenti in mano, i ragazzi hanno coinvolto spontaneamente i tanti passanti che non si sentivano rappresentati dagli altri due cortei organizzati.

Tra i vari canti e balli, degna di nota una versione di “Bella ciao”, cantata in arabo da un artista egiziano e lo slogan ripetuto in coro “Bologna meticcia”.

I più “nervosi” tra i sostenitori di Salvini & Co. hanno reagito con spintoni, calci e offese, e a quel punto è intervenuta la polizia, allontanando forzatamente il gruppo di ragazzi e separandolo dal resto della piazza.

Gli artisti hanno continuato a suonare e a ballare in piazza Re Enzo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini, fino a diventare circa duecento.

Tra loro, chi ha tentato di usare metodi violenti di protesta, provando a tirare oggetti o cercare lo scontro è stato immediatamente placato, e l’iniziativa è rimasta ancorata allo spirito pacifico con cui era sta ideata.

Per il ritiro della delibera sull’equo compenso, mobilitiamoci!

equo compenso

 

Il 19 giugno viene siglato l’accordo tra la FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali) e la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) sull’equo compenso per i giornalisti freelance e con contratti atipici co.co.co. (collaborazione coordinata continuativa).
Per il termine “equo” sono state stabilite queste cifre: 0,80 per un articolo su un quotidiano; 6,25 euro per una segnalazione ad agenzie e web (eventualmente integrata di un paio di euro se con foto e video); 67 euro ad articolo per i periodici; 14 euro per un articolo su periodici locali; 40 euro per le tv locali, ma solo con un minimo di 6 pezzi al mese; 250 euro per un pezzo sui mensili.

Riteniamo inaccettabile e vergognosa questa decisione che, come ha dichiarato subito dopo il voto il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino (unico voto contrario) “Non basta manco per il pane”.
Tantissimi giornalisti, compresi molti della nostra testata e dell’intera rete dei Siciliani giovani, si ritengono profondamente indignati: crediamo in un’informazione libera di poter respirare senza restrizioni di alcun genere, comprese quelle economiche; prevedere tariffe di questo genere significa soffocare la libera informazione e la capacità dei tantissimi e bravissimi giornalisti precari di questo Paese (circa il 60% sul totale) di poter fare bene il proprio mestiere.
Crediamo in una informazione che, senza restrizioni, riesca a contrastare il malaffare e le mafie, a fare inchieste sul territorio senza dover essere costretta a doversi sacrificare per il rischio di perdere quel poco che si riesce a guadagnare perché troppi sono i rischi cui si incorre.
Quello che vogliamo è solo poter bene il nostro mestiere: un mestiere che richiede tempo, energie e denaro che la maggior parte di noi esce di tasca propria pur di poterlo continuare a fare.

Subito dopo la decisione dello scorso venerdì, la rabbia si è trasformata in protesta sul web e si sono creati vari punti di incontro e iniziative in merito.
Segnialiamo qui le più importanti e chiediamo a chiunque la massima adesione e collaborazione, con relative segnalazioni di alcun genere.

Se l’intero Paese sente il bisogno di avere un sistema di informazione degno di questo nome, non può che schiersarsi insieme a noi, dalla nostra parte e da quella dei nostri colleghi precari ai quali, prima di tutti, va la nostra solidarietà, compresione e appoggio.

Se ci mettiamo insieme almeno possiamo provare a cambiare le cose.

 

L’evento facebook per una manifestazione generale a Roma a Luglio :

La pagine facebook della protesta

La petizione su Change.org

 

Alcune info in più :

http://www.articolo21.org/2014/06/equo-compenso-le-proteste-e-lappello-dei-giornalisti-petizione-su-change-org/

http://www.liberainformazione.org/2014/06/22/equo-compenso-lappello-dei-giornalisti/

http://ilmanifesto.info/equo-compenso-freelance-mobilitati-contro-laccordo-truffa-fieg-fnsi/

 

La Redazione di Dieci e Venticinque