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No Salvini, epifania di una protesta nonviolenta

Articolo di Alessandro Piro e Andrea Parolin – Servizio video di Alice Facchini e Giovanni Modica Scala

Del comizio di Salvini e Berlusconi a Bologna, tg e giornali si sono occupati abbondantemente. Così come degli scontri tra forze dell’ordine e centri sociali, nei pressi di porta Mascarella. In pochi hanno invece parlato di un gruppo di ragazzi che è riuscito ad accedere alla blindatissima piazza Maggiore e, strumenti, tamburelli e percussioni alla mano, ha messo in piedi una protesta alternativa. Musiche, canti e danze al grido di “Bologna meticcia”, in un clima di non violenza, hanno per un attimo regalato diversi colori ad una piazza fino ad allora di un’unica tonalità: verde.

Protagonisti della manifestazione pacifica sono stati i membri di Arte Migrante e Cantieri Meticci, gruppi che operano a Bologna, con l’obiettivo di includere migranti e persone in difficoltà attraverso l’arte. Con i volti tinti di nero e gli strumenti in mano, i ragazzi hanno coinvolto spontaneamente i tanti passanti che non si sentivano rappresentati dagli altri due cortei organizzati.

Tra i vari canti e balli, degna di nota una versione di “Bella ciao”, cantata in arabo da un artista egiziano e lo slogan ripetuto in coro “Bologna meticcia”.

I più “nervosi” tra i sostenitori di Salvini & Co. hanno reagito con spintoni, calci e offese, e a quel punto è intervenuta la polizia, allontanando forzatamente il gruppo di ragazzi e separandolo dal resto della piazza.

Gli artisti hanno continuato a suonare e a ballare in piazza Re Enzo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini, fino a diventare circa duecento.

Tra loro, chi ha tentato di usare metodi violenti di protesta, provando a tirare oggetti o cercare lo scontro è stato immediatamente placato, e l’iniziativa è rimasta ancorata allo spirito pacifico con cui era sta ideata.