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Un uomo perbene. Vita di Alberto Giacomelli, giudice ucciso dalla mafia

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Nell’estate inquieta del 1988, la mattina del 14 settembre, viene ucciso a Trapani il giudice Alberto Giacomelli, che da più di un anno ha lasciato la toga per andare in pensione. È, a tutti gli effetti, un delitto «senza»: senza clamore, senza assassini (mai trovati), senza movente per lungo tempo, senza lapidi e celebrazioni. Un delitto senza memoria, inghiottito da depistaggi, omertà, ignoranza e, sullo sfondo, l’ombra cupa di Totò Riina. Giacomelli era presidente delle misure di prevenzione del Tribunale, un uomo defilato, silenzioso, sobrio. Uno che dietro il sipario decideva i destini economici di quei «galantuomini» e che aveva messo la firma su un patrimonio che, per volontà e in nome del popolo italiano, non doveva più appartenere alla mafia.

Lontana dalle attenzioni dei cronisti e dalle luci degli studi televisivi, la storia di Giacomelli viene ora riconsegnata alla memoria grazie ai ricordi di chi lo ha conosciuto.

 

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Il pittore della Tenda

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Un pittore siciliano di 80 anni, Emanuele Modica, che ora abita nel parmense che, dopo l’uccisione del padre da parte della mafia, ha girato tutta l’Italia per 30 anni montando una tenda con i suoi quadri nelle piazze principali delle città. Non va più in giro da 15 anni, da quando ha avuto un infarto a Bergamo, ma il film racconterà del suo ritorno a Palermo per un’ultima tenda

 

“L’intero tragitto umano e artistico del “pittore della tenda” è segnato da una ferita che non si è mai rimarginata: nel 1961, a Palermo, suo padre veniva assassinato dalla mafia.
Contadino e primo figlio maschio di 7 fratelli, Emanuele Modica decide di vendicarlo in modo violento ma, dopo due anni di profonda crisi interiore e solitudine, rinuncia alla violenza per percorrere la via di una vendetta pacifica attraverso tele e pennelli. Diventa pittore e decide di portare la sua denuncia, la sua rabbia e il suo messaggio di pace nelle piazze delle città, fra la gente.
Per 30 anni si sposta a bordo di un furgone per allestire la sua mostra all’ombra di una tenda, prima nelle piazze siciliane, poi in quelle del “Continente”. E con lui ha girato l’Italia anche suo padre…”

 

Borderline Sicilia: una finestra sulle condizioni dei migranti

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Dall’ultimo mensile di DIECI e VENTICINQUE (scarica)

Ha appena 5 anni di vita ma è già un’associazione i cui meriti sono stati riconosciuti a livello nazionale e internazionale: parliamo di Borderline Sicilia, organizzazione senza scopo di lucro che opera nel settore dei migranti.

Fondata da un gruppo di italiani e tedeschi impegnati da anni nella questione migranti, l’associazione si avvale della collaborazione di avvocati, accademici, attivisti (spesso provenienti anche da altre regioni d’Italia o Stati europei) tra cui spiccano i nomi del giornalista e scrittore Gabriele del Grande, del prof. Fulvio Vassallo Paleologo, e del giornalista ed attivista Antonio Mazzeo.

Scopi principali di Borderline sono la tutela dei diritti e delle pari opportunità attraverso pratiche di partecipazione diretta e monitoraggio delle prassi istituzionali relative al soggiorno, all’ accoglienza, alla detenzione dei migranti; la garanzia di assistenza legale; la promozione di attività di ricerca e l’attivazione di reti virtuose tra le realtà dell’associazionismo siciliano che operano nel settore dell’immigrazione e dell’antirazzismo (tra cui il Forum Antirazzista di Palermo; la sezione siciliana dell’ASGI; la ragusana “A Misura di Sguardo”; la Rete antirazzista Nissena ecc.).

La onlus – che svolge la sua attività su tutto il territorio siciliano grazie al preziosissimo lavoro di diversi volontari – diffonde il proprio operato attraverso il blog siciliamigranti (http://siciliamigranti.blogspot.it), costantemente aggiornato e tradotto in inglese e tedesco.
Gli aggiornamenti riguardano principalmente il monitoraggio degli sbarchi (che non si esaurisce mai in un arido report di numeri e statistiche) e le condizioni dei vari centri di detenzione ed accoglienza (governativi e non) disseminati sul territorio regionale e nazionale.
La raccolta di informazioni avviene anche sull’altra riva del Mediterraneo, specialmente in Tunisia, con particolare riguardo allo studio delle conseguenze delle politiche dei respingimenti e dei rimpatri forzati.

Lo scorso 5 luglio 2014, capitalizzando al meglio la propria attività di promozione sociale, è stata insignita del 18° premio internazionale Alexander Langer come facilitatore nel dialogo tra gli attori istituzionali e privati e creatore di reti locali e nazionali contro il razzismo.

L’ukulele di Danilo Vignola e le percussioni di Giò Didonna conquistano la Sicilia

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L’artista Danilo Vignola, fra i piu’ noti ed eccellenti sperimentatori di ukulele elettrico ha entusiasmato con il suo chitarrino a quattro corde l’intera Sicilia.

Accompagnato da Giò Didonna virtuoso dei tamburi, il musicista lucano propone un repertorio variegato ed originale, unico nel suo genere per la creatività e lo stile.

Le sonorità tipiche dello strumento sono solamente accennate per poi proiettare l’ukulele in un mondo del tutto personale, un virtuosismo acuto, un sound che pone il sigillo, un marchio riconoscibile fra tutti.

La personalità artistico creativa del duo, propone un concetto di musica del tutto inesplorato, fonte di ispirazione per i colleghi e di meraviglia per chi ha assistito per la prima volta al loro spettacolo. Tantissimi i generi musicali affrontati durante la performance, dalla rumba al blues al tango passando per la bulerias, fino alla new age e l’heavy metal; ricalcando brevi accenni e del tutto personali di Paco De Lucia e Al di Meola, Astor Piazzolla e le sonorità ed i ritmi tipici della loro regione d’origine: la Basilicata, rivisitate in una interpretazione del tutto moderna.

Una varietà sonora di repertorio che ha permesso al duo di girare in lungo e in largo l’intera regione in un tour di oltre quindici date, da Messina a Catania, Marsala , Palermo… Molteplici e variegati i luoghi che hanno accolto le loro perforance, dal Krithè, esclusivo jazz club covo della musica colta Messinese, al Playamar significativo luogo turistico nel territorio di Agrigento fino al ritrovo della musica Rock Palermitana il Morrison Cafè, passando per il Malox, importante fulcro della movida universitaria palermitana, il Garage ’04 attivo luogo di incontro della cultura underground catanese esibendosi anche al Nautoscopio Arte, prestigiosa rassegna per l’arte e la cultura al Foro Italico di Palermo.

La Sicilia, dunque, ha aperto le porte alla novità, in una serie di eventi culturali di qualità che sapranno farsi ricordare per il talento e per l’autentica originalità di fenomeni provenienti da una terra viva più che mai, nonostante è spesso dimenticata : la Lucania.