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No TAV e migranti: un’unica voce a Bologna

di Novella Rosania

 

Ieri a Bologna non è stata solo una giornata di lutto per la perdita di Lucio Dalla ma anche di protesta e contestazione; Via d’Azeglio non solo coperta di fiori e biglietti di commemorazione ma anche di passi, volti, occhi e mani segnate dalla fatica del lavoro. Un ragazzo di colore mi viene incontro con un foglio bianco tra le mani: poche righe su di esso, “Dignità è libertà per tutti!”, “Permesso di soggiorno per tutti”, “Accoglienza e condizioni di vita migliori per tutti”. Saranno comunisti visto che vogliono tutto per tutti! No, non sono comunisti. Sono cittadini di una terra che non li vuole, ostaggi di una guerra che non hanno deciso, profughi scappati da un destino segnato, fuggiti da immagini di violenza inaudita che i loro cari hanno patito per anni. Le richieste sono semplici, alcuni potrebbero definirle banali: vorrebbero soltanto che gli fosse riconosciuta la dignità di uomo, un tetto, un letto, delle coperte, un lavoro regolare, la possibilità di mantenere la famiglia con i soldi che onestamente si guadagnano, inviarli in Libano, pochi spiccioli per mantenere in vita i propri genitori, fratelli, mogli, figli. Non vogliono lo sfruttamento, il caporalato, la mafia che gli usa per spacciare hashish, dover vivere da fuggitivi per sempre non potendo sperare in un futuro da cittadino italiano. Sonia vive dal 89 in Italia, a Bologna. Davanti palazzo Re Enzo urla la propria disperazione: “Se perdo il lavoro, perdo la cittadinanza. Mia figlia è nata in Italia ma le è stata rifiutata la cittadinanza. Solo grazie all’aiuto, del tutto gratuito, di un avvocato e delle ricevute dell’affitto che pagavo regolarmente sono riuscita a dimostrare che eravamo residenti qui. E’ un’ingiustizia!” Un altro uomo interviene: “Per mandare i soldi alla mia famiglia io pago una tassa!”

Leo è il rappresentate del “Coordinamento migranti” che, prendendo la parola, spiega alla folla: “L’unità fra migranti e la lotta sociale sono i veri obiettivi che dobbiamo raggiungere. È solo grazie all’unione di tutti i lavoratori migranti che riusciremo a creare un’unica voce e a ottenere maggiori diritti.”

Mi emoziona non poco vedere che c’è ancora qualcuno che sa cosa vuol dire battersi per conquistare diritti. Probabilmente noi che la democrazia l’abbiamo dal 1956 e i diritti fondamentali costituzionalizzati dal 1948, abbiamo dimenticato cosa significa “lottare”. Anche se non smettono di farlo i “No Tav” le cui voci sono uguali a quelle di tanti giovani succubi di leggi ingiuste, imposte da un governo che non concede un tavolo di confronto nonostante siano infinite le mani alzate che chiedono la parola. Che sia un governo tecnico o meno, questo dovrebbe rendersi disponibile a interloquire e capire le esigenze dei cittadini e aspiranti tali. C’è, però da riconoscere che, proprio pochi giorni fa, i ministri Riccardi e Cancellieri hanno dichiarato: “Sarà analizzata la possibilità di introdurre una sostanziale riduzione degli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno, prevedendo esenzioni per particolari situazioni di reddito o composizione del nucleo familiare.” Questo in risposta alle tante proteste per l’aumento, del tutto ingiustificato, del contributo imposto dall’ex ministro dell’economia Tremonti, di concerto con il responsabile del Viminale, Roberto Maroni. A seconda del permesso di soggiorno che si richiede, la cifra da pagare varia dagli 80 euro per quello di durata inferiore o pari a un anno, fino ai 200 euro per il rilascio del permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo. Tassa che si va a sommare ai costi amministrativi e postali per l’avvio della pratica, pari a 57 euro.

Se anche riconosco passi avanti che denotano un minimo di comprensione per situazione economiche disagiate, mi chiedo se lo Stato stia veramente garantendo pari diritti e dignità e non, al contrario, imponendo solo doveri, tasse ed espropriazioni.

Per sostenere la causa della “Assemblea dei richiedenti asilo di Bologna” puoi contattare l’A3F in

via n. dall’arca 60 B, all’indirizzo mail a3fbologna@libero.it o al numero 347 97 61 629