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17 Maggio mobilitazione paneuropea #Boschifaccivotare (anche a Bologna)

voto fuori sede

 

 

Sabato 17 maggio appuntamento in Piazza Ravegnana (sotto le due torri) alle h. 17.30
Bologna (e anche nelle altre principali piazze italiane)
www.iovotofuorisede.it

Il Comitato Iovotofuorisede denuncia che ancora una volta oltre un milione di cittadini in mobilità non potranno partecipare alle elezioni Europee ed Amministrative 2014 a causa dell’incapacità della politica di rispondere alle esigenze di semplificazione che provengono dalla società. E’ inaccettabile che un Paese moderno non preveda delle normative che tutelino e garantiscano il diritto di voto di quella parte di cittadini che grazie alla loro mobilità garantiscono dinamismo e competitività alla nostra economia.

Nonostante gli impegni del Governo per bocca della ministra Boschi, a fronte delle nostre ripetute sollecitazioni su quando e in che modo il Governo interverrà al di là dei proclami, non abbiamo ancora ricevuto risposte.

Per questo il 17 maggio il Comitato Iovotofuorisede manifesterà in tutte le principali città italiane ed europee: in un urna simbolica ogni cittadino potrà infilare un messaggio che il Comitato recapiterà direttamente alla ministra Boschi affinché si attivi per inserire la tutela del diritto di voto in mobilità nella legge elettorale di prossima discussione in Senato.

Vogliamo che questa sia l’ultima volta che il nostro diritto di voto viene ignorato, la ministra Boschi si è impegnato ufficialmente, ora deve mantenere le promesse: da tutta Europa chiederemo #Boschifaccivotare!

Chi voglia attivarsi per organizzare nella città in cui si trova non esiti a contattarci all’indirizzo iovotofuorisede@gmail.com per avere i dettagli sull’organizzazione.

Appello ai candidati alle primarie del PD

voto fuori sede
 
 
APPELLO AI CANDIDATI ALLE PRIMARIE PD: BASTA INDUGI,
PRESENTATE IN PARLAMENTO IL DDL PER IL VOTO DEI CITTADINI IN MOBILITA’
 

L’8 dicembre alle Primarie del PD potranno votare fuori sede tutti i cittadini che ne facciano richiesta. Tuttavia lo stesso non avviene per le elezioni Politiche del nostro Paese: in Italia si stimano oltre 800.000 i cittadini che non riescono ad esprimere il loro voto a causa della lontananza dal luogo di residenza.

Il Comitato IOVOTOFUORISEDE ha elaborato un ddl che permetterebbe con una semplice legge ordinaria di 5 articoli il ritorno alla piena partecipazione democratica di questi 800.000 cittadini.

Esso è stato presentato nella scorsa legislatura come ddl 3054 ed è arrivato in discussione alla Commissione Affari Costituzionali, prima che il governo Monti cadesse in maniera anticipata ed attualmente non è stato ancora ripresentato in Parlamento.

E’ illogico e profondamente contraddittorio che il PD permetta ai giovani studenti e lavoratori precari di votare fuori sede per le sue elezioni interne ( alle ultime Primarie ha votato in questa maniera il 2% dei votanti) , ed invece come partito di governo non faccia nulla per includerli nella vita democratica e non proponga subito un ddl che ponga fine una volta per tutte a questo inaccettabile stato di cose.

In tutti gli altri Paesi Europei il problema di partecipazione democratica generato da una società sempre più mobile è stato risolto da tempo con opportune soluzioni legislative: non possiamo permetterci di arrivare alle elezioni Europee senza una legge che garantisca anche ai cittadini italiani in mobilità il pieno diritto di voto.

Il Comitato IOVOTOFUORISEDE chiede perciò ai candidati alle Primarie del PD ed ai deputati che li appoggiano di dimostrare nei fatti l’attenzione per i giovani e per la richiesta di partecipazione che viene da essi, presentando unitariamente  in Parlamento il ddl 3054 approvandolo nel più breve tempo possibile.

 

Per ulteriori informazioni, iovotofuorisede.altervista.org/blog

Ne avevamo parlato anche qui

 

Io Ho Votato Lo Stesso

Di Diego Ottaviano

Non molto tempo fa dicevo, Si scriva e magari si dica. Si parlava di studenti, ricordate? Si parlava di momenti di delirio italiano, quello violento che non sta né da una parte, né tanto meno dall’altra. Si parlava di ciò che oggi è definibile allegorico quotidiano. Non molto fa, sfociavo il mio rammarico alla ricerca di un binomio democratico. Non molto fa, un pugno allo stomaco raggiunge migliaia di studenti italiani, ancora una volta violenti, disobbedienti, e materiale ‘mediatico’ da share televisivo.Quel giorno si raccontavano traiettorie di fumogeni, celerini ‘incazzati’ e studenti in trincea. Quel giorno telecamere, giornali, Santoro, Vespa, Gruber, Mentana erano li e raccontavano il vuoto. Il sistema dell’educazione italiana era messo da parte, sconfitto, umiliato mentre il contingente profumo di elezioni entrava nelle cucine italiane.

Lo chef elettorale allora si divertì offrendo un menù intrigante. Minetti, Guzzanti e Mignottocrazia, antipasto; Monte dei Paschi, IMU, Mussari, prima portata; Maroni, Lega, secondo piatto; Giannino e la festa di Laurea mancata, dolce e caffè. Certo non possono esser dimenticati i tentativi di Berlusconi di imitare il clownismo futurista italiano di Grillo, il cane adottato di Monti, il ghepardo regalato da Prodi a Bersani, il tedesco indecifrabile di La Russa, la Costituzione dell’offesa Italiana riscritta da due atti demenziali del partito Fratelli d’Italia e il movimento conclavista del Papa entrato di prepotenza nel campo politico, in ritardo.

Gli scandali continuano, si moltiplicano, si impregnano nella pelle del disfattismo italiano.
Un gossip dopo un altro ‘finanziano’ le campagne elettorali, che in silenzio e quasi di comune accordo, lasciano in panchina un quesito importante: quello di chi all’estero per studio, o per un lavoro non offerto da dalle gesta della Prima, della Seconda e della quasi Terza Repubblica Italiana, non possono votare poiché non iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.). Iscrizione per altro possibile solo per coloro da più di un anno fuori dallo Stivale.

Ecco allora nascere un movimento pacifico, autogestito, internazionale. Un movimento dove la politica è la scusa per alzare la voce. Nasce il movimento di chi crede che l’articolo 48 sia sinonimo d’Italia. Quello di chi crede che l’articolo 48 sia un diritto e un dovere. Quello di migliaia di persone che sono all’estero ma ‘Hanno Votato Lo Stesso’ il 22 e 23 di Febbraio.

Amsterdam, Berlino, Bratislava, Bruxells, Casablanca, Cork, Dublino, Edimburgo, Innsbruck, Lisbona, Londra, Madrid, Madrid, Marsiglia, Monaco, Parigi, Porto, Rio, Salamanca, Maastricht, Siviglia, Tarragona, Tubinga, Valencia, Valladolid, Varsavia, Vigo, York.

In queste città il voto è stato possibile, grazie alla stima, al rispetto e alla collaborazione di una piccola ma importante fetta d’Italia, che ha ancora voglia di parlare e dimostrare il proprio valore.

Un iniziativa senza minigonna e scandali. Un iniziativa non seguita dai sorrisi ipocritici di Berlusconi, impegnato nella lotta al giornalismo, alla magistratura e alla sua vecchia amica IMU. Un movimento non accolto dal signor Bersani, che ha concentrato le sue forze sul ‘dico qualcosa o non dico nulla, forse e meglio stare zitti’’. Voti non considerati neppure dal populista Grillo, avvolto tra i suoi applausi e ‘vaffanculo’ di piazza. Un progetto di voto all’estero, che non neppure un improvvisato politico Monti ha saputo accogliere tra una tassa e un altra.

Ma soprattuto, ciò che più fa pensare è che, LaStampa a parte, IOVOTOLOSTESSO non ha avuto voce nel panorama giornalistico nazionale italiano, che hanno dato più importanza e spazio ai Balotelli Italiani, alle meteoriti russe, e omicidi Sudafricani.

Purtroppo o per fortuna, IOVOTOLOSTESSO ha trovato solo gli interessi del mondo del marketing di qualche azienda, per giunta non italiana, che ha cercato di trasformare il sentimento verso la nostra patria in un ottima occasione economica.

Voglio quindi ricordare con malizia e fastidio alla nostra classe dirigente, che l’Italia non è solo pizza, mafia e mandolino, ma anche tanta voglia di crescere prendendo per mano un testo che non io per primo definisco poesia: la Costituzione Italiana.

23 Febbraio 2013. “IO VOTO LO STESSO”

In occasione delle elezioni politiche italiane del 24 e 25 Febbraio, gli italiani non residenti all’estero, esclusi dal dl. 223 del 18/12/2012, stanno organizzando nelle maggiori città europee un’iniziativa di protesta: il 23 Febbraio costituiremo seggi elettorali nelle piazze, nei centri culturali, nelle università estere, a cui tutti gli italiani non residenti potranno recarsi per esprimere il proprio diritto di voto, anche se non avrà valore legale, e dimostrare la partecipazione e l’intenzione degli italiani all’estero di far valere questo diritto, pur non essendo iscritti all’AIRE.

 

Inoltre, il 21 e 22 Febbraio voteremo on-line attraverso la piattaforma ELIGO, messa a disposizione da ID Technology, cercando di sostenere questa protesta anche attraverso i numeri, e quindi calcolando quanti voti siano effettivamente andati perduti da ciascun partito candidato per queste elezioni.

 

Le due iniziative hanno lo scopo di dimostrare che, nonostante la crescente disaffezione al voto degli ultimi anni, c’è una parte dell’Italia che crede nel diritto di voto e vuole farlo valere anche fuori dal paese.

Ci auspichiamo che il nuovo Governo prenda in considerazione questa grave situazione degli italiani temporaneamente all’estero e vi ponga rimedio adeguandosi al resto degli stati europei.

 

#IOVOGLIOVOTARE
(www.votoestero.altervista.org)