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Un uomo perbene. Vita di Alberto Giacomelli, giudice ucciso dalla mafia

copertina

 

Nell’estate inquieta del 1988, la mattina del 14 settembre, viene ucciso a Trapani il giudice Alberto Giacomelli, che da più di un anno ha lasciato la toga per andare in pensione. È, a tutti gli effetti, un delitto «senza»: senza clamore, senza assassini (mai trovati), senza movente per lungo tempo, senza lapidi e celebrazioni. Un delitto senza memoria, inghiottito da depistaggi, omertà, ignoranza e, sullo sfondo, l’ombra cupa di Totò Riina. Giacomelli era presidente delle misure di prevenzione del Tribunale, un uomo defilato, silenzioso, sobrio. Uno che dietro il sipario decideva i destini economici di quei «galantuomini» e che aveva messo la firma su un patrimonio che, per volontà e in nome del popolo italiano, non doveva più appartenere alla mafia.

Lontana dalle attenzioni dei cronisti e dalle luci degli studi televisivi, la storia di Giacomelli viene ora riconsegnata alla memoria grazie ai ricordi di chi lo ha conosciuto.

 

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Capitano Ultimo: buona visione, anzi buona lettura

 
Di Salvo Ognibene

http://salvatoreognibene.blogspot.it/

 

Insulti, critiche, promesse di querele ancor prima che il libro di Benny Calasanzio venisse pubblicato. “Capitano Ultimo. Il vero volto dell’uomo che arrestò Totò Riina” non è un libro contro Sergio De Caprio, alias “Ultimo” ai tempi del Ros. E’ un libro che parte da “Ultimo” ma si allarga in tante vicende fino a scivolare nella trattativa Stato-mafia, o meglio nelle “trattative”.

 

Cos’è successo realmente quel 15/01/1993 ? L’arresto più eclatante della storia, quello con più polemiche, tanti dubbi ed una sola realtà. Il capo dei capi messo faccia a terra da Ultimo, viene arrestato. E’ finita. L’operazione “belva” è conclusa.

8/01/1993 Balduccio Di Maggio, incensurato, trovato con un paio di pistole non denunciate, viene fermato per un normale controllo e, trattenuto in Caserma, chiede di parlare con il Gen. Delfino (si proprio quello rinviato a giudizio con l’accusa di concorso nella strage di Piazza della Loggia e condannato per truffa aggravata nel “sequestro Soffiantini”).

No, non siamo a Palermo, siamo a Novara. Una settimana dopo l’uomo che dichiarò guerra allo Stato verrà arrestato e la perquisizione di rito, in questo caso prioritaria, viene effettuata 18 giorni dopo, il 2/02/1993. Provenzano invece verrà arrestato 13 anni dopo.

 

Date, tante, e persone, poche, che si legano tra di loro, ed una verità, quella dei rapporti ufficiali, che viene messa in dubbio da affermazioni, smentite, fatti, “casualità”.

Un libro che porta alla luce, responsabilità mai indagate prima, nascoste fino ad oggi dietro le figure di Mori e De Caprio.

Un libro che chiede verità e pone interrogativi.

Offre un ritratto interessante del “Capitano Ultimo”, l’ultimo tra gli ultimi con tanto di stimabilissimi progetti di solidarietà ed un passato tra grandi certezze e forti dubbi che forse è bene non leggere in correlazione tra loro ma considerarli singolarmente, come in una corsa a tappe dove alla fine non si giunge da nessuna parte.

 

Nessuna vittoria e niente premi ma un nastro d’arrivo da tagliare ed un traguardo raggiunto.

E’ bene ritrovare la memoria per questo paese e capire che quel peccato non troppo originale che oggi ci portiamo dietro ha ancora troppe lacune ed una certezza: la fine delle bombe, l’arresto di Totò Riina e la totale sommersione di Cosa Nostra negli ultimi vent’anni.

 

Ultimo, eccellente investigatore a Milano, pessimo ma con ottimi risultati a Palermo si trova “casualmente” nella provincia “babba” di Nitto Santapaola, arrestato, dopo una serie di “strani” avvenimenti, a Mazzarrone, in provincia di Catania.

Troppi interrogativi che compongono un grande disegno, una trattativa accertata, di cui, probabilmente, Ultimo, a sua insaputa, ne raccoglie i risultati.

No, non è il Raul Bova che avete visto nella miniserie prodotta dalla famiglia Berlusconi,è un altro Ultimo, quello vero, quello che ancora una volta non vedrete probabilmente nella prossima miniserie televisiva, la quarta, “L’occhio del falco”. Chissà se riusciremo ad arrivare ad una verità vera, di certo questo libro è un buon inizio per provare a cercarla.

 

Buona visione, anzi, buona lettura.

 

Qui la scheda del libro e dove acquistarlo

http://www.ibs.it/code/9788874249695/calasanzio-benny/capitano-ultimo-il-vero.html